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MARGO GURYAN
Una Fotografia dagli Anni Sessanta
Ultrasuoni
Autore: Walter Rovere
Durata solo tre anni (1986-89), l’etichetta inglese él Records divenne un culto istantaneo presso gli appassionati di Pop – Pop alla maniera sofisticata e “sperimentale” quale lo si poteva intendere negli anni sessanta, oscure perle pescate tra introvabili colonne sonore e gruppi durati lo spazio di un singolo, e scelti con gusto impeccabile dal “Patron” dell’etichetta Mike Alway, che poi ne affidava le cover o il ruolo di “fonti di ispirazione” alla scuderia di talentosi songwriters e interpreti da lui scoperti quali Louis Philippe, Momus e King of Luxembourg (alias Simon Turner). Passato negli anni 90 a curare le sottoetichette If... e Reverie della spagnola Siesta, continuando a dimostrare la sua conoscenza approfondita nella scelta di cover di pezzi sconosciuti ai più, in diversi cd della If/Reverie si erano notati brani firmati da Margo Guryan: Think of Rain cantata da tale Maria Napoleon (alias Shazna Nessa, alias Shazna Currie, moglie di Momus) in Simultaneous Ice Cream; Sun in Beethoven Chopin Kitchen Fraud di Loveletter (alias Simon Turner); Sun (versione strumentale) eseguita da Wallpaper (uno degli alias di Louis Philippe) e Love cantate da Loveletter in Songs for the Jet Set 3. Di solito, e fin dai tempi della él, le cover scelte da Alway venivano da dischi mai ristampati su cd che facevano la disperazione dei collezionisti più curiosi; ma una felice eccezione è stata fornita proprio da Take A Picture, l’unico lp inciso dalla Guryan (ristampato dalla If… in Spagna e dalla Oglio in America), un disco divenuto negli ultimi anni, grazie alla voga lounge partita dal Giappone e disseminatasi nel resto del mondo, un pezzo da collezione da 200 dollari al colpo. Margo Guryan iniziò da bambina a prendere lezioni di piano, e proseguì gli studi musicali all’università di Boston, dove studiò musica classica ma si interessò anche di pop e jazz. Passata alla composizione, i suoi brani iniziarono subito ad attrarre l’attenzione: Chris Connor fu il primo artista a incidere uno dei suoi pezzi, Moon Ride, che uscì su Atlantic Records nel 1957. L’estate, dopo essersi laureata al college, la Guryan spese tre settimane alla Lenox School of Jazz del Massachusetts, nella quale insegnavano Bill Evans, John Lewis, Milt Jackson, Jim Hall, Max Roach, e Gunther Schuller (e Ornette Coleman era tra gli studenti). Lewis e Schuller al termine del corso la scritturarono per la MJQ Music (acronimo del Modern Jazz Quartet capitanato da Lewis) e le diedero il compito di arrangiare in versione vocale la Lonely Woman di Coleman. Quando però l’amico Dave Frishberg le fece ascoltare God Only Knows dei Beach Boys, decise di cambiare totalmente i suoi modi compositivi “impazzii. Comprai il disco e lo suonai milioni di volte, poi mi sedetti e mi misi a scrivere Think of Rain. E’ così che iniziai a scrivere in quel modo. Decisi semplicemente che era più interessante di quello che stava succedendo nel Jazz” (Mean Street, settembre 2001). Pet Sounds, dal quale era tratto God Only Knows, (1966) era del resto il disco che com’è noto sconvolse gli stessi Beatles (in particolare Paul McCartney), che “in risposta” concepirono Sgt. Pepper. Margo creò così una serie di composizioni, che il noto produttore jazz Creed Taylor (che nel 67-69 si era già spostato verso arrangiamenti pop per Wes Montgomery, per poi fondare nel 70 la celebre etichetta funky-jazz CTI per cui incideranno Freddie Hubbard, Stanley Turrentine e molti altri) spedì alla compagnia di edizioni musicali della Columbia, e il manager David Rosner (che poi divenne suo marito) decise che erano abbastanza buone da farne un disco. Take a Picture uscì su Bell Records nel 1968, ma poco prima Spanky & Our Gang avevano già inciso la sua Sunday Morning, facendone un hit. Il disco ebbe buone recensioni, ma alla Guryan non piaceva suonare dal vivo e questo tolse molto alla possibilità di promuoverlo. Esattamente come accadde del resto anche a Friends dei Beach Boys, un disco dai tratti delicati come Take a Picture uscito nel pieno marasma del 68 difficilmente avrebbe potuto ottenere molta attenzione. Tuttavia le canzoni dell’album ebbero successo presso altri performer: Claudine Longet (l’indimenticabile interprete di Nothing to Lose in Hollywood Party di Blake Edwards), Jackie DeShannon, e Astrud Gilberto incisero ognuna la propria versione di Think of Rain; Sunday Morning divenne un’altra volta un hit nella versione degli Oliver, e fu registrata anche da Julie London, Bobbie Gentry e Glen Campbell; e altre sue canzoni furono incise dalla London, da Carmen McRae, dalle Lennon Sisters, Mama Cass, e perfino, in ambito jazz, da Dizzy Gillespie, Lester Bowie (in American Gumbo, 74-75) e dal duo Ernst-Ludwig Petrowski (uno degli esponenti della scuola free tedesca della FMP!) con la vocalist Uschi Bruning per l’lp Kontrast (Amiga 87). La qualità di Take a Picture non può mancare di impressionare ancor oggi, in piena era di recupero di “Nuggetts” pop-psichedeliche (cofanetti dedicati al pop-garage inglese dei sessanta): pop nella sua linea più alta, nella linea da Bacharach e Carpenters a Pet Sounds, il disco nel suo complesso appare avvolto da un gentile, luminoso alone psichedelico, con non poche bizzarrie d’arrangiamento (sempre curati e differenziati di brano in brano, e firmati dalla stessa Guryan; stranamente mancano indicazioni sui musicisti, ma sul web abbiamo trovato citati Phil Bodner: oboe, Paul Griffith, tastiere, Kirk Hamilton, basso e flauto, e Buddy Sultzman, batteria). Sunday Morning, che apre il disco è delicatamente funky, e la voce sussurrata della Guryan fa capire da chi abbia preso Kahimi Karie. Sun ha moderato ritmo di shake, ed è arrangiata con archi, chitarra elettrica, tocchi di sitar, e infine un breve solo di flauto; Don’t Go Away ha un sincopato groove beat, e la fantastica Love Songs rivela da dove abbiano copiato in pieno la triade Lynch/Badalamenti/Julee Cruise per le canzoncine dall’atmosfera caramellosa fino alla surrealtà di Twin Peaks. What Can I Give You ricorda invece per arrangiamento la Sgt. Peppers dei Beatles, con barrel house piano, trombone, e fischi e incitamenti del pubblico. Curiosa Someone I Know, che riesce a sovrapporre alla propria melodia quella di un corale di Bach (Jesu, Joy of Man’s Desiring) senza risultare kitsch. Davvero soprendente infine la lunga Love, che si apre con punteggiature tremolanti di chitarra, organo elettrico, flauto e basso, il tutto con effetti eco; ma dopo trenta secondi entra un altro pezzo sovrapposto, seguito venti secondi dopo da un diverso brano e ritmo (condotto da clavicembalo e chitarra); a 2’28” un tappeto possente di mellotron copre il tutto, e inizia la canzone vera e propria (notevole anche l’intreccio di voce in coro, tastiere, e chitarre distorte con cui si conclude). Siamo qui, più che in America, dalle parti di Barrett o Kevin Ayers, insomma degli esempi più devianti della sperimentazione psichedelica della forma-canzone in Inghilterra. Take a Picture rimase però l’unico lp pubblicato dalla cantante-autrice; continuò a comporre negli anni 70, scrivendo anche canzoni di argomento più attuale (una sul Watergate), e perfino una da discoteca nel periodo del boom della Disco, ma poi lasciò la composizione per limitarsi alla produzione di altri artisti, e negli anni 90, dopo aver preso privatamente lezioni di composizione classica, è divenuta insegnante di musica nelle scuole (un suo spartito per pianoforte - The Chopsticks Variations, con 14 variazioni dal Boogie Woogie alla Barcarola all’Adagio, si può acquistare dal sito Sheet Music Plus, e ha ricevuto l’apprezzamento del compositore Gunther Schuller, che l’ha definito “intelligente, spiritoso, a volte tenero ed elegante, in altre malizioso e ribaldo”). Visto il successo della ristampa, nel 2000 la Franklin Castle ha fatto uscire Thoughts (anche intitolato Changes in altre stampe), una collezione di 25 demo registrati nei 60 e 70, e una piccola chicca, la prima canzone da lei scritta nel 66 registrata 34 anni dopo, nel 2000. Tuttavia, anche se felice dell’interesse che la sua musica ha ottenuto – sia pure con trent’anni di ritardo - ha rifiutato le offerte di tornare sulle scene: “Ci sono dei giovani a cui sembrano piacere le mie canzoni, e questo è tutto ciò che volevo essere: una scrittrice di canzoni. Le cose stanno solo girando di nuovo per me.”.
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