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LUIGI VERONESI: MUSICA DELLE FORME MILANO 4/5 - 19/6
Ultravisioni
Autore: Walter Rovere
Nel 2002 la Regione Lombardia conferì i Sigilli Longobardi alla memoria a Luigi Veronesi, scomparso nel 1998. L’artista milanese è considerato da gran parte della critica come il maggior astrattista italiano, ed è stato forse il solo, fra gli artisti italiani, ad aderire completamente alla lezione del Bauhaus e alla sua concezione dell’arte come ambito espressivo che coinvolge tutti gli aspetti della vita quotidiana e dell’esperienza estetica. Veronesi pensava che l’arte, attraverso l’interazione di più discipline, potesse portare a una sorta di democratizzazione della società, agendo sull’educazione quanto sul gusto, stimolando quel potente motore dell’individuo che è la curiosità. Un pensiero, il suo, permeato da una forte positività, molto lontano dalla frammentazione individualista della contemporaneità artistica. E così, rinnovando quell’idea di totalità che fu propria della “ricostruzione futurista dell’universo” quanto del Bauhaus, estese i confini dell’arte al design, alla grafica editoriale, alla fotografia, al cinema, alla musica. Assai rilevante, nel lavoro di Veronesi, anche l’analisi del ruolo dell’arte in rapporto all’era della meccanizzazione. Di qui, quel legame fra arte e scienza che è al centro della sua riflessione estetica: “ed osservando la vita in tutte le sue forme, nella natura, nella scienza, nella società umana, credo di alimentare la mia fantasia”, affermava. La dimensione di profondo equilibrio a cui perviene è comunque, prima ancora che formale, logica e filosofica. Niente riduttivismo scientifico, dunque: nulla appare più lontano da quest’arte, che si risolve, sì, sul piano concettuale, ma non meramente razionale e geometrico. E’ in questo equilibrio che risiede il significato pieno del lavoro di Veronesi, a cui il Comune di Milano intende rendere omaggio con questa mostra inserita nel ciclo “Maestri a Milano”, nello splendido spazio della Rotonda di via Besana: una mostra che analizza tutto il suo percorso pittorico, dall’inizio degli anni Trenta all’anno della morte. Da questo percorso espositivo apparirà chiaramente come la sua pittura tenda non alla rappresentazione della realtà, ma piuttosto alla sua costruzione. Ed è esattamente questo, in ultima analisi, il messaggio che Veronesi intende trasmettere con la sua opera: l’uomo deve costruire con le proprie forze, a partire dalla caotica e inquietante incomprensibilità del reale, una superiore condizione di ordine e armonia, senza però mai escludere l’elemento irrazionale, la fantasia, l’immaginazione, a cui è dovuta la dinamicità del reale. (Dal comunicato stampa) Orari: 9.30-17.30; chiuso lunedì catalogo: Edizioni Gabriele Mazzotta Rotonda di via Besana - Via Besana, 12 Milano Tel 02-5455047/236
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