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parte sesta
Grigliata mista
Autore: Sam Paglia
Mi avvicinai alla benzinaia dei miei sogni. Mentre avanzavo inesorabilmente verso lei, feci mente locale. Consultai il mio manualetto mentale a caccia delle parole piu’ adatte ad adescarla senza spaventarla. Non capita tutti i giorni di trovarsi di fronte ad un uomo in smoking con una faccia da pesce lesso come la mia, chiaramente a digiuno da sesso dai tempi in cui ancora circolava la lira ma sopratutto l’euro era ipotesi lontana. La scenografia della pompa di benzina dai toni cupi tinteggiata da una bava di nebbiolina biancastra mi riporto’ alla mente il finale di “Casablanca”. Dietro di me comparve il gestore del motel vestito da gendarme francese e un bimotore atterro’ a pochi passi da noi. Non ci facemmo troppo caso. La bellezza della benzinaia, ormai a pochi metri da me, si fece verita’ assoluta. “Ciao piccola, non sapevo che da queste parti sbocciassero orchidee!” Dissi accendendo una sigaretta dalla parte del filtro. “Non so...”, rispose la bella imbastendo la solita bolla di saliva allo schiudersi dell’ultima “O”. Questa volta la bolla non scoppio’, si stacco’ dalla bocca, libro’ nell’aria leggera finendo ad appoggiarsi sul bavero in raio del mio completo nero. La cosa mi riporto’ all’infanzia, ai tempi delle bolle saponate. “Era un modo di dire, tu mi appari bella come una rara specie floreale!”. Sorrise mostrando denti brutti, radi e giallastri intervallati da larghi spazi sfitti di gengiva. “Bella come una margherita, ecco!” Aggiunsi prontamente, aggiustando il tiro. Se c’e’ una cosa che guardo subito in una ragazza sono i denti. Subito dopo il culo naturalmente, le tette, le gambe, la bocca, i capelli, i fianchi. Nel caso di una storia duratura, osservo come si e’ evoluta mamma sua nel corso degli anni, considerando varie eredita’ genetiche in agguato, spesso affatto palesi. “Non so...” Rispose lei. Altra bolla, questa scoppia subito pero’. Un’altra bolla cosi’ e mi sarei perdutamente innamorato di quell’essere apparentemente pacifico vestito di tuta blu all’aroma di petrolio. Le feci:”Ti va una pizza come solo a Laguna sanno fare, piccola puzzola?” Lei feci cenno di si’ col capo e poi disse: “Anche a Napoli la fanno buona...” “Grazie al cazzo!”, pensai e risposi quieto: “Hai voglia di farti 894 km, baby? Faccio uno squillo a Ciro che ci riservi il tavolo piu’ vicino al Vesuvio che ha!” “Il Vesuvio non e’ un fiume vero?” Fece lei con un candore che mi spezzo’ il cuore. La sua ignoranza mi travolse come un tram. Piu’ sono ignoranti e piu’ le amo. Doveva essere mia. “lo fu in passato mia piccola, non e’ del tutto inesatto cio’ che affermi. Dapprima fu fiume e’ vero, si ricordi il disastro di Pompei in cui migliaia di persone persero la vita, poi per cause ancora ignote divenne attorno agli anni 50 un’autolavaggio a gettone e poi improvvisamente un vulcano.” “Sai tante cose tu! Posso darle del tu?” “Certo! Molto lieto, mi chiamo Samuele. Fino ai sei anni di eta’ mia madre mi ha chiamato: “VIENInCASACHEe’BUIO!”. Lo diceva urlando, facendo eccheggiare la sua voce per tutto il quartiere. Ma il nome lo ripeto e’ Samuele.” “ Anche mio cugino si chiamava cosi’!” “Samuele?” “No, VIENInCasaCHEe’BUIO!” Andammo in pizzeria verso le dieci e venticinque. Alle dieci e trentadue me la stavo sbattendo nel bagno della pizzeria Laguna. Alle dieci e trentasette arrivarono le pizze. Inutile dirlo, avevo ordinato la solita scalognoesalsiccia. Alle dieci e cinquantanove ci portarono il sorbetto della casa. Alle undici e quattro minuti eravamo tornati in bagno a provare un’alternativa circense alla composizione artistica precedente. Disse “Godo!” svariate volte. Le bolle di saliva salivano al soffitto, riempirono la stanza. Alle undici e trentasei eravamo sulla mia Taunus in prossimita’ del mio bel motel. Alle undici e trentasette la patta del mio pantalone veniva piacevolmente perquisita. Alle undici e cinquantanove chiedevo un bacio della buonanotte. “Non bacio mai al primo appuntamento.” Mi disse, anche un poco scocciata dal fatto che lo dessi per scontato. “Una tipa seria!”, pensai, “Sono quelle cosi’ tutte d’un pezzo che mi fanno impazzire.” Salii in camera pregustando gia’ la televendita notturna di teleLaguna. La benzinaia inforco’ la sua bicicletta Graziella e si fece puntino nella notte.
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