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LENG TCH’E The Process Of Elimination (Relapse Records/Self)
Kaos
Autore: Roberto Michieletto
L’evoluzione della specie grindcore è un fenomeno “scientifico” che andrebbe sottoposto ad attenta analisi. Se, per certi versi, ci possiamo rendere conto di come le band odierne abbiamo mantenuto inalterato l’istinto al massacro che caratterizzava i gruppi di tre lustri or sono, per altri versi risulta evidente come si debbano registrare costanti passi in avanti (anche dovuti alle migliorie tecnico/strumentali) per quel che concerne l’impatto devastante del sound e per l’impressionante coesione e compattezza, oltre che per aver inglobato attitudini e suoni prelevati da altri generi (pensiamo ad esempio ai Pig Destroyer). Si tratta di un processo lento, ma che alla lunga ha portato alla definizione di un impasto sonoro ormai impossibile da demolire e che ha (e avrà sempre) un suo preciso ambito di seguaci e esecutori, come ad esempio i belgi Leng Tch’e (il nome, di origine cinese, indica una forma di tortura assai crudele, nonché mortale). ‘The Process Of Elimination’ è il debutto per Relapse (pur se alle spalle hanno due album) e mette in evidenza (oltre a tutte le migliori caratteristiche tipologiche) proprio quella contaminazione a cui si faceva riferimento prima, che nel caso specifico attinge tanto da una sorta di brutal stoner/sludge quanto dal death degli Obituary (ovviamente accelerati). Dinamici e psicotici.
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