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IBRAHIM FERRER
Dead to be wild
Autore: MoonFish
Magari, come a me, della musica cubana non ve ne frega niente, ma sono certo che, volenti o nolenti, in qualche modo sarete sicuramente venuti a contatto col film “Buena Vista Social Club”, diretto da quella sagoma di Wim Wenders o, meglio, con la sua colonna sonora. Ecco, bravi, sicuramente vi sarà tornata in mente quella cricca di adorabili vecchietti che si prodigava in salse rilassatissime… Ricordate il pianista Ruben Gonzalez? E’ morto. Ricordate il chitarrista Compay Segundo? Morto. E il cantante Ibrahim Ferrer ve lo ricordate? Morto anche lui. Ed è proprio di quest’ultimo cadavere che parleremo. Nasce nel 1927 a Santiago de Cuba. La madre gli dà il buon esempio muorendo presto, ma lui preferisce fare di testa sua e vive lavorando come venditore ambulante. All’età di 14 anni già comincia a cantare professionalmente, e negli anni ’50 Ibrahim è già una figura nota e stimata nel panorama della musica cubana. Nel 1955 incide l’album “El Plantanar de Bartolo” con i Chepìn-Chòven, l’orchestra più popolare di Santiago. Nel 1957 si trasferisce ad Havana per suonare con l’Orquesta Ritmo Oriental di Benny Moré, probabilmente il musicista cubano più importante del secolo che, per la cronaca, morirà nel 1963. Ma Ferrer non ci pensa neanche, e va avanti per anni suonando col gruppo Los Bocucos del noto cantante Pacho Alonso che, per la cronaca, morirà nel 1982. Ma niente da fare, Ibrahim Ferrer, va comunque avanti, e dopo aver suonato per anni in più o meno tutte le feste comuniste del paese, trovandosi anche a cena col sovietico Nikita Khruschev, nel 1991 decide di ritirarsi dalle scene. Nel nome della flessibilità si dedicherà al lavoro di lustrascarpe, finché non passerà di lì Ry Cooder, che lo assolderà per la suddetta pellicola “Buena Vista Social Club”. L’omonimo album, uscito nel 1997, riporterà alla luce il nome di Ibrahim Ferrer che, a 70 anni suonati, si ritroverà di nuovo a girare per il mondo, vincendo anche un Grammy Awards l’anno seguente. Alla cerimonia di premiazione però non poté presenziare, perché non gli è stato concesso il visto per entrare negli U.S.A.! L’Europa però di questi problemi non se ne fa. Ed infatti è proprio al ritorno da un tour europeo che trova la morte ad aspettarlo, in veste di collasso organico multiplo. Era lo scorso sabato 6 agosto.
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