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parte ottava
Grigliata mista
Autore: Sam Paglia
Qualche giorno passo' senza che nulla piu' sapessi della bella benzinaia. Avrei potuto fermarla quella notte e sposarla ma non ci avevo pensato. Sarebbe stato bello, adesso mi sarei risvegliato con lei al mio fianco. Provai a chiamarla a casa e mi rispose suo padre, un meccanico della Basilicata fanatico di Albano Carrisi dalla voce roca da 40 nazionali al giorno. Mi disse che non era a casa. Non era a casa e non sarebbe tornata per cena. Mi disse anche di lasciare perdere perche' aveva le sue cose. Tutti uguali i meccanici della Basilicata. Quanto sarei potuto rimanere senza di lei e le sue cristalline bolle di saliva? Cercai risposta nel prezioso manuale Knudsen. A pagina sette trovai risposta. Fino a tre mesi c'era scritto. Sarei potuto stare senza di lei per tre mesi, Gesu' non avrei mai pensato! Deglutii, era un sacco di tempo. Se lo diceva il mio fido manualetto c'era da crederci. Asciugai le lacrime e spalancai la finestra per godermi cio' che di bello mi avrebbe potuto offrire la lunga giornata. La finestra della mia stanza dava sullo sfasciacarrozze della citta', un tale Gigi. Sulle macchine esauste e fradice di ruggine si innalzava un cartello a lucine intermittenti: Non sei morto sulla strada per niente, la tua macchina accartocciata Gigi te la supervaluta! Vidi anche Gigi, nonostante la nebbia gia' molto spessa alle 10 di mattina. Armeggiava con una chiave inglese attorno a cio' che rimaneva di una Fiat 127 giallo banana. E' cosa rara vedere il Gigi, di solito se ne sta rinchiuso nel suo cabinotto di lamiera ondulata con la stufetta a kerosene ad attendere telefonate della polizia stradale. Era la mia giornata fortunata. Avevo visto Gigi. Provai a salutarlo, gli urlai un Ehila'. Mi vide e sgattaiolo' dentro la carcassa di una macchina come una nutria impaurita da una scossa di terremoto. Gigi e' fatto cosi'. Chiusi la finestra e febbricitante del fatto che avevo visto il Gigi, smisi di pensare alla mia benzinaia, alzai il ricevitore e ordinai una omelette ai funghi. Il signor Romeo dal basso grugni' qualcosa, mi chiese se ci volevo anche del formaggio. Era la mia giornata fortunata. Decisi che era ora di esercitarmi un poco al piano. Dalla borsa tirai fuori il mio mangiadischi di bachelite e qualche disco da cui attingere idee. Avevo con me dischi importanti per la mia formazione artistica: Thelonious Monk, Bud Powell, Obabaluba di Daniela Goggi, Eccezziunale Veramente cantata da Diego Abatantuono, The modern jazz quartet, Charlie Parker, Coltrane e Johnny Bassotto cantata da Lino Toffolo. La mia musica stava prendendo una direzione interessante. Al terzo disco qualcuno prese a battere la scopa sotto i miei piedi. Quel qualcuno era il vecchio puzzone. "Venga giu', la sua omelette e' pronta". "Venga su lei, ho da fare. Me la porti, su faccia il bravino." "Non sono mica sua madre, non mi faccia perdere tempo che ho un sacco di cose da fare. Non lo sa che oggi e' il 14 Ottobre?" "Cosa c'entra se oggi e' il 14 ottobre?" "E' S. Girolamo da Gubbio, patrono di Laguna" "Ma cosa c'entra Gubbio con Laguna?" "Una volta Laguna si chiamava Gubbio e Gubbio invece, indovini un po'...." "Laguna?" "No, Parigi.” Scesi un po' controvoglia. Il bastardo accese il juke box e Ray torno' a cantare l'unica canzone approvata in quella bettola. "Si accomodi, le porto qualcosina da bere. Una Peroni va bene?" "Una Peroni va benissimo, magari un po' freschina eh?" Dopotutto cominciavo ad ambientarmi al Motel Laguna. Era stata una settimana rilassante e "I've got a woman" passata in filodiffusione per tutto il giorno cominciava ad appassionarmi. "Eccole la sua Peroni, la cosa migliore da bersi con la mia omelette!" "Grazie... Ma questa non e' una Peroni, qui sopra c'e' scritto Strodowxzyvich!" "E allora? E' come la Peroni no? E' uguale mi creda, la fanno in Moldavia e ad essere sincero costa un pelo di piu'. Lei pero' la paga come una Peroni" "Se lei non mi porta subito una Peroni io chiamo i carabinieri!" "Le porto subito una Peroni allora. Peccato, la Strodowxzyvich merita. Ha vinto anche un premio a Recanati." "Ha vinto il premio a Recanati?" "Si, due volte. Nell'84 e nell'87." "Mi scusi, sono un cretino. Mi dia pure la Strodowxzyvich." "Allora, ne bevo una anch'io con lei! Salute e viva S. Girolamo da Gubbio!" "Evviva S.Girolamo". Bevuta la birra Moldava la testa prese a girarmi. Avevo lo stesso senso di nausea di quando da ragazzino salivo sul calcinculo dell'oratorio di Don Tarcisio. Caddi a terra e poco dopo sentii sopra di me alcuni voci. Di queste distinsi chiaramente quella della mia benzinaia. "E' famoso", diceva, "Ho letto di lui in un mensile di musica alternativa per centri sociali occupati e disfattisti. Roba grossa.Varra' almeno tre-quattrocentomila lire al chilo. "A quel punto mi venne da piangere. Doveva essere una giornata fortunata.
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