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Iron and Wine + Calexico In the reins (Touch and Go 2005)
Green Shadows,White Whale
Autore: Mauro Carassai
Non si sa bene chi è “nelle redini” di chi. O se la sequenza dei fattori dell’addizione rispecchino davvero il prodotto finale di questo inestimabile gioiello Americana di soli ventotto minuti. E’ infatti in molti casi la “sussurrata” cifra artistica di Sam (Bean aka Iron and Wine) ad addomesticare la ricercata animosità espressiva di Joey e John (Burns e Convertino, “pilastri” autoriali dei Calexico) mentre in altri sono invece proprio questi ultimi ad “atmosferizzare” superlativamente le altrimenti scarne impalcature cantautorali del musicista della Florida. E’ quest’ultimo il caso di “Burn That Broken Bed” che, con suadenti infiltrazioni di trombe vagamente noir, finisce per diventare torpida movie-song dell’anima ed è certamente anche il caso della “He Lays in the Reins” in apertura dove le incursioni di pedal steel guitar solcano i cieli di una perfetta desert song con echi latineggianti fino alle aperture della ariosa “Prison On Route 41” che segue e all’applanaggio nell’ondeggìo melodico di “16, Maybe Less”. Per testare la dinamica inversa ci si può invece incantare alla semplicità di “Dead Man’s Will” o gustare il bellissimo soffice e cadenzato blues semistrumentale di “Red Dust” che, seppur magicamente orchestrato, mantiene una fisionomia stilizzata da brano sostanzialmente strutturale e di passaggio. Più vicina ai Calexico forse la Byrds-iana “History of Lovers” condita di fiati a rendere conto di un andamento stilistico che resta essenzialmente sinusoidale per tutta la durata dell’opera anche se le sei tracce dimostrano implicitamente come il cammino verso un ideale punto di convergenza risulterebbe altrettanto perfettamente percorribile dato che tanto l’”one man” che la “band” si confermano come autentici campioni dell’american sound più intenso ed autentico degli ultimi anni.
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