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Pierpaolo Leo Unclocked (Autonomen Records 2005)
DIG IT YOURSELF...
Autore: Luca Confusione
Pierpaolo Leo inizia la sua attività musicale con Les Enfantes Rouges (il gruppo post-rockish italo-francese) nel ‘97, fornendo textures granulari e stridii digitali per le loro performance dal vivo e collaborando successivamente a ROSTOCK-NAMUR. Nel corso degli anni lo abbiamo visto produrre performance e documenti sonori di tutto rispetto (da segnalare “Finisterre Cronotopo” in collaborazione con Urkuma, che potete trovare all’indirizzo ), gestire una netlabel (La Quantize Records, ) dalle uscite centellinate ma qualitativamente ottime, infine questo cd per la Autonomen Records (cd-r label romana, anche se questo non mi sembra un cd-r). Ora. Cosa? Ah, il suono. Perché di suono si tratta, o forse sarebbe più adeguato il termine scultura sonora, perché una volta dato il play si segue il percorso di reiterati battimenti, picchietti, raschi digitali come seguiremmo l’esporsi di una superficie dai colori inconsueti e piacevolmente rugosa, bitorzoluta, una perfetta imitazione di un’area naturalmente formata ma indiscutibilmente opera dell’uomo. Uso massiccio di granular synthesis, fm e suoni da immagini a colorare strutture semplicissime, essenziali ma efficacissime. L’efficacia fa la differenza, forse grazie allo spettro timbrico esposto sono riuscito ad ascoltare e riascoltare e non annoiarmi. Come se riuscissi a sentire il lamento degli insetti che vivono nelle macchine. Da ascoltare in cuffia!
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