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ARAB STRAP The Last Romance (Chemikal Underground/Audioglobe)
Gold Sounds
Autore: Emanuele Barletta
Il ritorno in pompa magna degli scozzesi Arab Strap dopo due anni di silenzio discografico. Album numero sei, e la sensazione che finalmente ci siamo. Più che un lavoro basato su una logica “compilativa” (come i maligni penseranno), The Last Romance è in realtà la fisiologica evoluzione poetica e musicale degli Arab Strap; o per meglio dire, l’album che sposta ancora più in alto quanto detto/fatto/suonato dal duo scozzese in almeno dieci anni di carriera, un autentico punto di svolta. Calibrata sintesi della paranoia nord – europea dei primi dischi (in cui dominavano umori tutti britannici di pub, birra e metereopatia) ora coniugata con un gusto per la melodia raffinato e sviluppato col passare degli anni. Via la drum machine, c’è una batteria vera che contribuisce ad un disco dall’anima “rock”, essenziale, la cui prima vera funzione è la comunicazione. Chi è già pratico degli Arab Strap sa che il duo scozzese aveva già iniziato inconsapevolmente a lavorare a qualcosa del genere in Monday At The Hung & Pint, e il singolo pigliatutto The shy retirer aveva incosapevolmente anticipato quello che sarebbe stato il nuovo corso di Malcolm Middleton e Aidan Moffat. Ma è solo ora con The Last Romance che il progetto di un suono “definitivo” trova piena realizzazione. Il singolo apripista Dream sequence e Confession of a big brother, con quegli arpeggi solitari e le parole biascicate, restituiscono una splendida atmosfera d’amore e disillusione allo stesso tempo. O l’incalzante malinconia di Don’t ask me to dance, puntellata da un epico arrangiamento; o ancora, i nervi a fiori di pelle di (If there’s) no hope for us e di Stink. Ma il meglio gli Arab Strap lo riservano per il finale: There is no ending, maestosa ballata che eguaglia le vette espressive del pluriosannato Philophobia per superarle. E un titolo che stride con quello, più allarmante, dell’intero album. Lasciandoci con la speranza che questa non sia davvero l’ultima storia d’amore regalaci da Aidan e Malcolm.
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