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INVITO ALLA LETT(ERAT)URA
UNTITLED EDITORI
Jammai(ca)
Autore: GIOVANNI “PENNELLO” MELI
Libri provocatoriamente discreti. La Untitled Editori (Untitl.Ed) è nata in un blog, il sempre più diffuso strumento di comunicazione on-line che ha aperto le porte a un modo nuovo e personale di intendere la scrittura. Nel gennaio 2005 è stata così fondata la prima casa editrice finalizzata alla pubblicazione di scritture d’eccezione pazientemente selezionate in rete.Untitl.Ed non accetta manoscritti in visione, ma è lei stessa a commissionare all’autore uno specifico libro per la propria collana. All’atto della commissione, gli autori sottoscrivono con Untitl.Ed un regolare contratto con anticipo sui diritti: la casa editrice pubblica i loro libri a proprio totale rischio. I libri vengono pubblicati a tre per volta, e sono acquistabili separatamente, oppure tutti e tre insieme in un’unica confezione a prezzo speciale. La prima terna (settembre 2005) è composta da: 1) “Vedrai vedrai”. Riunite sotto il titolo di un’indimenticabile canzone di Luigi Tenco, quattro storie di illusioni contemporanee, delicate e feroci, raccontano la fiducia ostinata dei protagonisti in un riscatto possibile; 2) “Voice Recorder”. Su un basso continuo di dialoghi e soliloqui bisbigliati, si innesta una favola moderna dai tratti comici e surreali, giocata sull’intreccio di comunicazioni “urgenti” da parte di mittenti improbabili; 3) “Il pasto grigio”. Non un noir, ma un “grigio urbano”. Tre personaggi senza futuro emergono dallo sfondo di una città solo apparentemente quieta, che come una gigantesca metastasi finirà per inghiottirli. La collana Untitl.Ed è untitled di proposito e volutamente fin dall’aspetto dei suoi libri: copertine molto semplici sulle quali è riportato il solo titolo del libro, senza il nome dell’autore; e poi maneggevolezza, ottime carte e accurata legatura. La scelta di far scivolare il nome dell’autore dalla copertina al frontespizio ha per noi il significato di un gesto simbolico, che rifiuta “gli onori” della copertina per assumersene, responsabilmente, prima di tutto gli “oneri”: l’onere della prova, l’onere del racconto. La parola untitled significa per noi “detitolato”: non si riferisce quindi all’opera ma all’autore e all’editore, che volentieri si sottraggono a un’identificazione di carattere marcatamente autoriale, preferendo il low profile di una produzione tutta fondata sui contenuti. Gli stessi oggetti-libro potrebbero essere definiti, nella loro affascinante nudità unita all’estrema accuratezza della confezione editoriale, provocatoriamente discreti. Il sito della Untitled Editori è: www.untitlededitori.com
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