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ANAEROBIC ROBOTS Anaerobic Robots (Gagarin/Risonanza Magnetica) OMIT Tracer (The Helen Scarsdale
Kaos
Autore: Roberto Michieletto
Da Amburgo arriva uno dei terzetti più atipici che mi sia capitato di ascoltare ultimamente, almeno per quello che è l’accostamento sonoro messo in atto. D’accordo che l’hip hop (nelle sue varie forme) da un lato e la musica elettronica (nelle sue varie forme) dall’altro siano materia quotidiana di contaminazione, però non mi risulta che sia ancora stata portata a compimento una fusione tra il rap e l’electro sound più sintetico, spesso al limite del synth/future pop, a volte robotico, a volte più articolato, sempre melodico. Questo è quanto fanno gli Anaerobic Robots nel loro omonimo EP; quattro tracce quantomeno curiose. Vedremo come si evolveranno. Viene invece ripescato da polverosi archivi personali il lavoro di Clinton Williams (aka Omit), misantropo della composizione sintetica, che nel corso degli ultimi venti anni ha prodotto (in proprio) un numero non ben definito di album e cassette e che solo grazie alla Corpus Ermeticum e alla Anomalous Records hanno avuto, in parte, l’onore di venire pubblicate su una scala leggermente più vasta. Adesso The Helen Scarsdale Agency rilascia la sua nuova opera; due ore di suoni suddivisi in due CD e modellati con sintetizzatori analogici, drum machine, effetti ed elettronica “antica”. Il tutto al fine di genere assuefazione protratta nel tempo grazie a un suono ambientale in movimento e atto a ricreare scenari da esplorazioni spaziali di territori ignoti. A dire il vero trentatre pezzi sono troppi e l’assorbimento del disco nella sua interezza è sconsigliato, anche a causa di una monotonia imperante; appena sufficiente.
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