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ATRIUM CARCERI Kapnobatai (Cold Meat Industry/Audioglobe)
Kaos
Autore: Roberto Michieletto
La creazione è un’arte che si tramanda da millenni. Nelle mani di qualcuno ha prodotto capolavori, nelle mani di altri ha contribuito a spingere oltre lo stato di conoscenza dell’uomo, nelle mani di altri ha generato disastri per la natura tutta. Nella mani del filosofo/compositore/visionario Simon Heath ha plasmato tre dischi (compreso ‘Kapnobatai’) che sono esempi sommi di oscura maestria ambientale/industriale dettagliata, oltre che profondamente ricercata, sia a livello sonoro che concettuale. E non è un caso che il titolo scelto sia ‘Kapnobatai’, ovvero coloro che camminano nella nebbia; termine che, nell’antichità, identificava anche gli sciamani nelle regioni della Dacia e della Tracia. Quattordici composizioni sofisticate e terrificanti nel loro essere striscianti, ma non secondo l’immaginario di chi striscia sul pavimento (per quanto sudicio), ma come chi striscia sulle pareti (imbrattate di sangue) e sul soffitto (annerito da decenni di marciume). L’album è suggestivo e fervido per l’immaginazione, musicalmente ricco di spunti, sia nelle parti teatrali in senso horrorifico/rituale, quanto in quelle dove sample, layer, drone, ritmiche accennate, rumori di fondo e orchestrazioni strumentali si compenetrano e compensano. Atrium Carceri è una sovra-entità radicata nel passato remoto e per questo immortale.
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