Rubrica
Questo mese:
Le rubriche di questo mese:
- Dead to be wild
- DIG IT YOURSELF...
- Gold Sounds
- Grigliata mista
- In Fuzz We Trust
- Intervista a JT Leroy
- Jammai(ca)
- Kaos
- LIBRI&PENSIERI
- Marquee Moon
- MUSICAL MONSTER
- Musicgossip.it
- Nooz
- Not for intellectuals
- Rasta Snob Reggae Time
- REGGAE STUFF YARD
- Rock History
- Rubber Ring
- Sexually Confused
- speciale m.e.i.
- Teneteli d'occhio
- THE VANISHING POINT
BRIGHTER DEATH NOW Kamikaze Kabaret (Cold Meat Industry/Audioglobe)
Kaos
Autore: Roberto Michieletto
The Boss is back! E il Boss è tornato con un disco che vi manderà in cortocircuito il cervello, l’apparato digerente, la circolazione sanguigna e la struttura ossea tutta. La peculiarità, assolutamente primaria, di Mr. Roger Karmanik è sempre stata quella di produrre un suono inesorabile; un suono che non conosce cedimenti e che trivella senza sosta. Non ci possono e non ci devono essere pause, non sono ammesse parentesi di stati ambientale e gli unici momenti in cui viene leggermente meno l’alta tensione (da intendersi come emissioni di energia elettrica) è quando ci si addentra, come accade ad esempio in ‘Testing’, ‘Big Happy Family’ o ‘Washing’, all’interno dei meandri più reconditi delle sonorità ipnotiche, dove l’ipnosi è dettata da loop di drone rumorosi tenuti in bassa frequenza. Per il resto Brighter Death Now porta avanti, con una coerenza invidiabile, ma soprattutto con una bravura universalmente riconosciuta, il proprio percorso fatto di stratificazioni industriali, addirittura più grezze (pur comunque all’interno di un contesto di pulizia del sound) di quanto fatto nel recente passato, quasi che volesse provare a trasporre nel mondo del power noise elettronico i dischi (rallentati e dilaniati) dei Discharge. ‘Kamikaze Kabaret’ assembla otto tracce (oltre a un intro e un outro) di meravigliosa arte brutale/concettuale.
Articoli della rubrica:







































































































