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DEMONBREED Closer To God (Casket Music/Audioglobe)
Kaos
Autore: Roberto Michieletto
Lode e onore ai Demonbreed, fieri rappresentati della modernità messa al servizio di un sound orgogliosamente estremo all’interno di un contesto che cerca di arrivare alla fusione di generi diversi, nella fattispecie il metal e l’hardcore, passando lungo i sentieri battuti quasi due lustri or sono dai pionieri del noise-core. Il che assume ancora maggiore valore se si considera che la formazione del sud dell’Inghilterra debutta ufficialmente dopo appena due anni scarsi di gavetta e lo fa con un disco che lascia tramortiti. Vi ritroverete stramazzati al suolo, perché per tre quarti d’ora (ad esclusione della breve e moderata ‘Whiskey And Weed Edge’) sarete percossi da suoni calibrati, feroci, pesanti, inesorabili, malevoli e brutali, avvalorati all’inverosimile dalla produzione chirurgica di Neil Hemingway (batterista degli altrettanto spettacolari Isor). Per farvi un’idea di cosa vi si prospetterà ascoltando ‘Closer To God’ dovete pensare ai Napalm Death di ‘Fear, Emptiness, Despair’ riletti da una band come i Darkest Hour, ulteriormente imbastarditi dai Terror e infine remixati dai Deadguy. Se vi pare poco, allora mi sa che vi dovete rifare una cultura sonora “pesante”, diversamente credo che sarete già corsi ad accaparrarvi il disco dei Demonbreed, perché avrete compreso, senza l’ausilio di ulteriori mie parole, che si tratta di un album da avere assolutamente.
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