Rubrica
Questo mese:
Le rubriche di questo mese:
- Dead to be wild
- DIG IT YOURSELF...
- Gold Sounds
- Grigliata mista
- In Fuzz We Trust
- Intervista a JT Leroy
- Jammai(ca)
- Kaos
- LIBRI&PENSIERI
- Marquee Moon
- MUSICAL MONSTER
- Musicgossip.it
- Nooz
- Not for intellectuals
- Rasta Snob Reggae Time
- REGGAE STUFF YARD
- Rock History
- Rubber Ring
- Sexually Confused
- speciale m.e.i.
- Teneteli d'occhio
- THE VANISHING POINT
DESIDERII MARGINIS That Which Is Tragic And Timeless (Cold Meat Industry/Audioglobe)
Kaos
Autore: Roberto Michieletto
Evocare scenari immaginari, per mezzo del suono, è opera diffusa, almeno nelle intenzioni di parecchi artisti. Ciò che è meno diffuso è il buon esito di tale processo (mentale/materiale), visto che spesso ci troviamo di fronte a dischi che non lasciano impresso nulla sulle cellule del cervello, che a loro volta non sono in grado di produrre fotogrammi (figli della fantasia e delle note ascoltate). La forza di Johan Levin (e del suo progetto Desiderii Marginis) è proprio quella di portare a compimento un simile processo di trasformazione/traslazione. E la forza di ‘That Which Is Tragic And Timeless’ (suo quarto lavoro esteso, in dieci anni di onoratissima carriera) è quella di saper risultare evocativo, senza per questo rinchiudersi in contesti semplicemente epici, maestosi, oscuri, industriali, ambientali, acustici, desolati o malinconici, ma riuscendo ad essere tutto ciò insieme. Rispetto alle opere passate il musicista svedese sa essere ancora più comunicativo e in questo modo l’iter di astrazione ci porta a pensare, da un lato, a una versione folk apocalittica dei Tangerine Dream più sintetici e spaziali e, dall’altro, a trasfigurazioni sonore della genesi funeraria colta nel momento di massima solitudine. Uno splendore fatto di tristezza, disperazione ed echi distanti, irraggiungibili. Magnifico!
Articoli della rubrica:







































































































