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EARTH Hex: Or Printing In The Infernal Method (Southern Lord/Wide)
Kaos
Autore: Roberto Michieletto
Sarebbe stato facile, per qualcuno persino troppo facile (beata ignoranza di chi si sarebbe sentito in dovere di affermare qualcosa di simile), comporre un disco di drone chitarristici, di post rock ambientale o di rumorose stratificazioni sonore atte a rinvigorire il mito Earth. Sarebbe stato facile... per Dylan Carlson (chitarra e banjo) mettersi al posto di comando e pilotare la creatura (per l’occasione addizionata dalla presenza di Adrienne Davies alla batteria/percussioni e da altri ospiti al trombone, basso e chitarra lap/steel) verso un mare infinito di suono in cui perdersi. Ma qui, lo dovete capire, ci troviamo al cospetto di un uomo che ha sempre interpretato la vita musicale come una sfida, una costante indagine di ciò che sta al di là e al di fuori dei confini noti o ignoti. D’altronde, senza un simile input cromosomico, non sarebbe stato possibile concepire opere di lungimiranza e progressione sonora come ‘Earth 2’, ‘Pentastar: In The Style Of Demons’, ‘Sunn Amps And Smashed Guitars Live’ o ‘Phase 3: Thrones And Dominions’. E quindi non vi dovete stupire se adesso, nel momento in cui vede la luce il quinto album in studio di Earth, quelle stesse teorie avanguardiste vengono applicate a un suono roots (in senso statunitense). Il che ci porta a confrontarci con country rallentato, blues narcolettico, rock desertico e colonne sonore per digressioni paesaggistiche su spazi infiniti e assai poco popolati. Il tutto marchiato a fuoco con lo stemma Earth (non solo per le atmosfere comunque malinconiche, ma anche per le tecniche strumentali ed esecutive). Era chiaro che sarebbe andato oltre; ed era chiaro che - qualunque suono avesse esplorato - lo avrebbe reso proprio. ‘Hex: Or Printing In The Infernal Method’ ne è la prova massima.
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