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GLASS CANDY Iko Iko (Troubleman/Goodfellas) BATTLETORN Evil Chains (Troubleman/Goodfellas) EX MO
Kaos
Autore: Roberto Michieletto
La Troubleman Unlimited non è mai stata un’etichetta che ha dormito sugli allori conseguiti nel corso degli anni (ricordiamo che da queste parti sono transitati Unwound, Rorschach, Engine Kid, Rye Coalition, Shotmaker, The Hal Al Shedad, Black Dice, Wolf Eyes, Erase Errata, ecc., ecc.). E non è mai stata un’etichetta che si è fossilizzata all’interno di un unico genere. Pur portando avanti una politica indipendente e underground, ha scelto di non porsi limiti e le quattro nuove uscite della label del New Jersey ce lo dimostrano in maniera inequivocabile. Partiamo dai Glass Candy, band con una discografia ricca di lavori in qualsiasi formato (privilegiando spesso il 7”) che si cimenta con il rifacimento del classico dei Sugar Boy And The Cane Cutters intitolato (per l’appunto) ‘Iko Iko’; sono poi state aggiunte due tracce inedite e non reperibili altrove (‘Sugar & Whitebread’ e ‘Lovin’ Machine’) e il tutto è stato proposto in varie e diverse combinazioni (vocali e strumentali, persino una con le conga e una acappella). Diciamo che l’album serve a mettere in evidenza come il trio di Portland produca un electro clash glam retro/futuribile e irrorato di funk, new wave e punk/disco spesso incisivo, pur se ancora in fase di assestamento. Personalmente avrei tagliato, perché scarsamente significativi, un paio di pezzi (sugli otto presenti). Con i Battletorn il discorso cambia in maniera radicale; loro provengono da New York City e stipano diciotto pezzi in 14 minuti, sono all’esordio e ci fulminano con un sound che non ammette prigionieri. Mettono insieme post punk al fulmicotone, hardcore primordiale, thrash metal velocizzato, crust e si fanno capitanare da una signorina di nome Beverly, che sbraita senza ritegno alcuno. Sono già “celebri” per i concerti da dieci minuti…, però sono certo che si faranno largo anche in virtù di un sound dirompente; grandi! Ancora più “grandi” (non solo in senso anagrafico e per anzianità operativa, ma in virtù della qualità dei suoni) sono gli Ex Models, formazione dimezzatasi (della line up originale sono rimasti solo Shahin e Zach) e per l’occasione impreziosita dal drumming stupefacente di Kid Millions degli Oneida. ‘Chrome Panthers’ è il terzo disco e si compone di sei tracce di pura alterazione strumentale, decostruzioni ritmico/chitarristiche, devastazioni strutturali, ossessioni noise, schizofrenia free metal, rock anfetaminico e nevrotico e “no spazz wave”! Solo per palati forti e coronarie indistruttibili. Con Growing (ovvero la coppia formata da Joe Denaro e Kevin Doria) si entra nei territori del drone sound ambientale prodotto attraverso l’utilizzo di basso, chitarra e (per la prima volta, nella seconda traccia) voce. Dopo un paio di lavori su Kranky si ripresentano con tre tracce che si caratterizzano per le variazioni minime delle stratificazioni, pur un uso soffuso, ma presente, delle melodie malinconiche e paesaggistiche, per l’incedere crescente e per la densità sonora di cui sono composte. L’idea che si ricava da ‘His Return’ è quella di un suono ascendente e in espansione (il che vale anche per la band che l’ha prodotto).
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