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IN-QUEST The Comatose Quandaries (Dockyard 1-Good Life Recordings/Edel)
Kaos
Autore: Roberto Michieletto
Per questioni di chiusura mentale, oltre che per la mancanza cronica di volontà di “scoprire”, non solo da parte dell’ascoltatore medio italiano, ma anche da parte del critico musicale medio italiano, ci sono dischi che passano inosservati quando invece andrebbero incensati, molto più di quanto avvenga per altre uscite meno rilevanti, ma più spinte. Spinte per il fatto che è semplice limitarsi a recensire e (quel che è peggio) ascoltare solo ciò che viene inviato a casa sotto forma di pacchetto promozionale e perché è altrettanto semplice stare dietro solo agli album pubblicati dalle cinque etichette “maggiori” (Roadrunner, Nuclear Blast, Metal Blade, Earache e Century Media; con tutto il massimo e assoluto rispetto per esse). Troppo facile questa vita, ma altrettanto certa la fine che ne consegue; crescita personale pari a zero, maturazione professionale (per chi scrive) nulla e ristrettezza conoscitiva assicurata. Così facendo quasi tutti (nel nostro Paese) si sono persi, un anno e mezzo or sono, ‘Epileptic’, disco immenso, dei qui presenti In-Quest, che il sottoscritto ebbe modo di osannare sia sulle pagine del defunto Psycho! che all’interno del Kaos. Dopo un cambio di cantante la formazione belga torna con un nuovo lavoro e compie lo step di crescita definitivo. ‘The Comatose Quandaries’ è un’opera (la quarta per loro) di metal estremo, che rappresenta il top assoluto per chi si propone di suonare quello specifico genere nel nuovo millennio. Pensate, e non la sto sparando grossa, al meglio di Machine Head, Fear Factory, Strapping Young Lad, The Red Chord, Meshuggah e In Flames. Post death/thrash/grind tecnico e progressivo, brutale, con un groove infernale, riff dissonanti, ambientazioni industriali, “droning guitar” e ritmi pestati all’inverosimile e meccanici. Disumani (al pari della solita produzione del geniale Tue Madsen)!
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