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ODROERIR Götterlieder (Einheit Produktionen/Masterpiece) WRATH Viking (Einheit Produktionen/Maste
Kaos
Autore: Roberto Michieletto
Gli Odroerir fuoriescono dalla cultura pagana e dalla mitologica teutonica (a cui si ispirano in maniera evidente, per abbigliamento, testi e fonti creative) e nascono come progetto parallelo (forse sostitutivo?) di altri due gruppi: Menhir e XIV Dark Centuries (a me sconosciuti). Non ho mai compreso chi, bardato di tutto punto come se ci trovassimo in lontane epoche passate, se ne va in giro con chitarre elettriche o tastiere, ma questo è un problema mio (nel senso che, con un approccio simile, sarebbe più indicato utilizzare strumentazione antica). Comunque ‘Götterlieder’ è un disco di pagan metal epico impregnato di suoni folk e medievali, incentrato sulle voci (maschili/femminili e sui cori e le sovrapposizioni), che si pone l’obiettivo di musicare la Edda, ovvero l’equivalente della Bibbia per la comunità pagana del centro/nord Europa. L’obiettivo viene centrato quando a prevalere sono arpeggi acustici, strumenti tradizionali e melodie ancestrali, mentre perdono la misura quanto si fanno prendere la mano dagli aspetti metallici, che potrebbero venire accantonati; sono in fase di assestamento. Per Wrath (one man band capitanata da Nazgul) vale un discorso ideologico/teorico simile (e il titolo del disco ne è prova inequivocabile), solo che tali credenziali vengono applicate a sonorità di natura black primordiale (da un lato) e ambient (dall’altro), non per nulla le quattro formazioni ringraziate nel booklet sono Emperor, Burzum, Darkthrone e Bathory. Sarà pur vero che quelli sono i numi tutelari, però poi l’unico a venire “imitato” è Burzum, nelle sue due diverse fasi creative. Il dramma è che nei pezzi black prevale un’approssimazione totale e in quelli ambientali una noia mortale; qui è tutto da rifare.
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