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RSJ Reflections In B Minor (Casket Music/Audioglobe)
Kaos
Autore: Roberto Michieletto
In due anni gli RSJ hanno già pubblicato due EP, uno split e adesso debuttano sulla lunga distanza con ‘Reflections In B Minor’. Non solo: hanno suonato dal vivo con Unearth, Raging Speedhorn, Biohazard, Minus, ecc.! Non solo: hanno guadagnato una sponsorizzazione con la ESP. Non solo: hanno messo insieme un suono pauroso! Gli RSJ non li dovete assolutamente perdere di vista e neppure li dovete confondere nella fiumana di gruppi metal-core, più o meno pesanti, più o meno emotivi, più o meno commerciali. Gli RSJ sono la quintessenza delle sonorità pesanti nell’anno 2005 e sono scaltri al punto da comprendere che - nel momento in cui si scrivono i pezzi - se si deve proprio guardare ad altre band, allora è bene imparare il più possibile da chi ha definito generi e stili. Non sono così semplici da descrivere come potrebbe sembrare, però hanno di certo ascoltato a lungo Neurosis, Breach, Godflesh, Cult Of Luna, Ministry, Integrity, Unsane e Kiss It Goodbye. Poi si sono messi in testa di comporre un album in cui la violenza fosse tale da risultare sempre brutale e viscerale, ma dove l’ascoltatore si sentisse attirato dentro un vortice di devastazione non essendo in grado di sfuggire e ben sapendo che addentrandosi al suo interno sarebbe stato condotto verso una sicura fine. Chiaro che ne sia venuto fuori un qualcosa che è, giocoforza, apocalittico e premonitore di umiliazioni strumentali, ma anche un qualcosa che ti scava dentro, che ti concede rari (ma estremamente efficaci) momenti di stasi marmorea, presto sostituiti da catastrofici rilasci di pura rabbia musicale iconoclasta. Un qualcosa che raggiunge il suo apice nei dieci minuti della conclusiva ‘Progression Through Regression’. Adorate RSJ!
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