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DAI SIGUR ROS AL MEETING DELLE ETICHETTE INDIPENDENTI quattro giorni, un REPORT!
Sexually Confused
Autore: Massimo Ronchini
Sapete quando si passano i quindici minuti più surreali della vita!? quando cellule cerebrali, cuore ed ogni nervo del nostro corpo salgono sul ring con l’esplicita intenzione di non risparmiare colpi all’avversario di turno... chi vincerà non lo so e sinceramente ora come ora poco m’importa ! fatto stà che ho appena accompagnato un amica alla stazione ed ora mi trovo in un albergo a Firenze, da solo in una singola, con una coppia di Tuborg a farmi compagnia, una copia di rumore nel tavolinetto e tantissima voglia di fare “non so cosa” ! felicità e malinconia, sorrisi e lacrime, occhi assonnati e pieni di veleno, sentimenti ed impressioni contrastanti che si alternano al cardiopalma. Mi accorgo che allontanarsi dalle parole, a volte, è come costruire un futuro prossimo inesistente, rinunciare a ciò che si vuole per ritrovarsi tra le mani quello che non si voleva perdere... Le sigarette sono quasi finite, poco male, sono quasi le otto e devo scendere per incontrare degli amici e correre al teatro... Arriviamo che i Sigur Ros hanno appena cominciato il loro secondo brano, entriamo di corsa, le guardie, stupite dai nostri occhi da bambini in cerca di giochi non si accorgono nemmeno della bottiglia di vino che inconsciamente ci portiamo all’interno. Ci accodiamo alla folla cercando di guadagnare spazio. Ascoltiamo increduli Hoppipolla e Heysatan, l’esecuzione quasi perfetta si mischia alle splendide atmosfere e si amalgama perfettamente con gli allucinanti giochi di luci. Sembrano passare pochissimi minuti e siamo già all’epilogo, i ragazzi suonano Untiled #8. Io rimango senza fiato, nessuno parla, intorno a me nessuno sembra muoversi, forse gli orologi della nostra vita si sono fermati per qull’istante lungo un eternità. Il brano termina, cerco di prendere fiato e contemporaneamente applaudire ma sono stremato e ci riesco a malapena. Uscirò dal teatro convinto di aver visto, visivamente parlando, uno dei live più belli della mia vita. Nella solitaria strada del ritorno rifletto, quei quindici minuti che vi descrivevo all’inizio avevano magicamente e finalmente trovato una logica, ero super felice di questo. Le poche cose per cui il gioco vale ancora la candela dell’esistenza hanno la stessa forma e lo stesso colore del sole che si rialza dopo la notte più bella della nostra vita. Durasse anche un millesimo di secondo andrebbe catturato e messo in cassaforte... renderebbe felice chiunque! Trattasi della magia della musica? Forse si... mando un paio di messaggi e mi addormento... Che ve lo dico a fare!? l’indomani faccio colazione avvolto dalla tipica emicrania post assenzio, altro che post rock e fregnaccie varie... Ho un treno che, nonostante lo sciopero, mi aspetta per trascinarmi a bologna dove passerò il venerdì sera, mi fermo, entreremo troppo sul personale e musicclub, come ripetuto più volte, non è il mio personale blog per cui salto a pie pari e mi teletrasporto a sabato mattina! Arrivo a Faenza con un ritardo clamoroso, colpa della neve. A Modena, dove avevo dormito circa un paio d’ore dopo la nottata a Bologna. Nevicava ormai da parecchie ore ed in macchina non era fattibile superare i quaranta orari. Arrivato al MEI, incredulo, mi accorgo che sono comunque tra i primi dello stand, appoggio le mie cose e comincio a fare un giretto e a socializzare con la gente. La solita gente. Da solo mi reco a sentire i Chewingum, da Senigallia, sono amici e mi stanno anche simpatici (peccato mancasse il Catta.. hem, Carta.. boh, vabbè!?), esprimere ancora giudizi obiettivi su di loro mi è difficile, vi consiglio comunque un attento ascolto. Ad un tratto mi arriva voce che anche quei due “ragazzotti” che saranno i compagni di MEI (anzi, per uno di loro è forse più opportuno parlare di “compagno di merende”) sono arrivati ed esco dalla zona palco di fuga. Ci si reca velocemente (velocemente?) a prendere una miriade di pacchi e nel giro di pochi minuti (minuti?) anche il nostro stand prende forma. Il MEI, siamo nel pieno del MEI... gentaglia che si ferma ad ogni stend con occhi timidi e smarriti, molti si fermano anche al nostro. Sono, nella maggior parte dei casi, ragazzi che fanno musica, ragazzi alla ricerca disperata di giudizi, di pubblicità e sostanzialmente di critico conforto. Suonano i Pulpito, già da me recensiti ed intervistati in questa rubrica molto tempo fa. Già, molto tempo fa... quante cose sono cabiate da allora!? Loro sono davvero molto bravi, peccato che gli showcase prevedano un check sound che sembra piuttosto un pit stop di formula uno che una accurata ricerca del miglior suono. Il violino si sente poco, a tratti quasi per niente. Sinceramente a me poco importa, conoscevo già il loro valore, mi dispiace per loro e per gli altri spettatori che probabilmente avranno semplicemente frainteso. Cosa buona e giusta sono i buoni pasto, si mangia e si beve... si parla... Anche Farmacia Comunale sul palco, presetati da un certo Freak Antoni (caspita, la pianista del nuovo progetto del Freak ha vissuto da piccola a pochi metri da casa mia!), presentano la nuovissima Ti Ano, come al solito divertentissimi! Vi risparmio il pappone delirante del dopocena, probabilmete proprio in questo preciso istante i miei colleghi stanno già scrivendo a riguardo. Annebbiati ricordi descrivono la mia domenica mattina al MEI, le sinapsi sono in completa centrifuga e dimentico ben presto il nome del gruppo “imitazione NIN”, nel pomeriggio suonano vari gruppi punk, unici degni di nota, per quanto mi riguarda, i Forty Winks. Mi perdo clamorosamente i Super Elastic Bubble Plastic. Per questo mi mangio le dita fino alla morte. Rimane poca gente e noi passiamo una mezzoretta a dividerci i demo. Torniamo a mangiare, ma niente dita questa volta, è l’ultima cena prima del ritorno a casa. Ecco i demo che mi sono pervenuti. Piccola premessa, nella strada del ritorno ho dormito pesantemente mentre quei due giocherelloni dei miei compagni di viaggio si sono messi ad ascoltare i miei demo... non vi descrivo le reazioni che hanno avuto. Cominciamo. TORTUE è la prima band che mi capita nelle mani, pochi minuti e mi appaiono come per magia i Lamb in testa, discreta elettronica leggera mista ad una voce femminile delicata ma alla lunga leggermente tediosa. Music for Turtles è il titolo di questo dischetto, 6 tracce, a tratti una voce maschile che s’inserisce cercando di rappare non si capisce bene cosa. Se Dio vuole potrebbe piacere a qualche fanatico degli anni ottanta o al massimo dei Duran Duran. Per finire, mi accorgo che nella copertina plastificata c’è attaccato il bollino della Siae, passiamo oltre. La seconda band che ho il piacere di ascoltare si permette addirittra di fare un greatest hits, rispondono al nome di EDDI. Anche qua si parte con dell’elettronica dalla struttura decisamente obsoleta, se nominassi i Kraftwerk probabilmente finirei all’inferno... d’oh! Dopo diversi ascolti (non accadrà con i demo successivi, mica voglio morire giovane...) alcuni spunti niente male si evidenziano da altri decisamente scontati, probabilmente un dischetto da non gettare nella spazzatura! Avanti... Arriva il turno degli BUENRETIRO, delusione della giornata... copertina bellissima, non vedevo l’ora di ascoltarlo sto dischetto. Pochi minuti e scopro che proprio dietro quella bella immagine vive l’ennesimo classico scontato strasentitissimo gruppo rock all’italiana, in perfetto stile MarlenAfrer... di sicuro sarebbe più che gradito alla massa, di certo non a me. Per la cronaca, anche questo ciddì dal nome a “escargot” è affrancato dal bollino Siae. Carina anche la copertina dei MADBASE, alcuni bicchieri di carta ed un pacchetto di sigarette il tutto nel classico disordinato tavolinetto. Nel disco si sente una sostanza rock abbastanza consistente, realizzo più avanti che il lavoro dei ragazzi in questione non può essere classificato “cattivo” tantomeno un capolavoro. Forse potrebbero fare meglio, nella registrazione intendo! Per la serie non c’è “fine al peggio” e “finiamo in bellezza” ecco a voi, rispettivamente, PIAZZA DEGLI EROI e BLANKFORM, i primi alle prese con un punk rock che fa il verso agli Hives e contemporaneamente ad uno stile da pietre rotolanti , i secondi alle prese con un eletronica minimale davvero buona. Che bello, dimenticavo di dirvi che c’era pure lo stand della Siae e quasi tutti i demo che ho raccolto sono provvisti dell’apposito bollino... viva l’indipendenza... So stufo e scoglionato. Ho anche mal ditesta... camolilla e poi letto, al mese prossimo!
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