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FRANCESCO GAROIA Performed Something
BLASFEMOUS REVIEWS
Autore: La Mise
(sognato, suonato e registrato completamente in Camera Mia, alcuni pezzi tempo fa, altri recentemente. Masterizzato da federico allo studio 73 di Ravenna, nella primavera del 2005. La lirica del pezzo 5 è ispirata ad una poesia di Mauro Bertozzi; ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato e tutti coloro a cui mi sono ispirato. Vogliatevi bene) Tracklist: 1. I need to think – 2. Performed something – 3. Another hollow War – 4. Rainy days - 5. I can see her - 6. Tele-visions break my mind – 7. Silence now – 8. A giddy collapse – 9. Peaceful moment? “Cosa voglio fare di queso progetto? Non ne ho assolutamente idea... Mi sono semplicemente ritrovato a vent’anni con la passione della musica fai-da-te-in-casa-come-vuoi e con l’astio più assoluto verso le discoteche, le radio (?!?, n.d.r.), i programmi musicali televisivi che non danno molto spazio all’attività celebrale (per fortuna! n.d.r.). Mi sono ritrovato, quando il tipico ventenne pieno di vita va a ballare l’house, a chiudermi in camera mia e sfogarmi sul mio povero quattro piste. Ecco cos’è questo demo! Un semplice sfogo, un puro bisogno di suonare per sentirsi meglio! Un’auto realizzazione! E via dicendo... ora, la cosa che più m’importa è farlo sentire un pò in giro, a gente nuova, che magari mi chieda collaborazioni o mi sostenga in qualche modo, mi di asuggerimenti, non saprei! Io mando, non pretendo nulla, poi si vedrà... Francesco” Schifiltosamente mi appresto ad ascoltare lo “sfogo”, piena di malevoli propositi nei confronti di un pessimo involucro e di una penosa presentazione. Ma… ohibò: il ragazzo si sfoga, sì, ma non è malaccio, mentre dipinge con dolore romantico le sue note. Una sorta di Lord Byron della pianura padana, che invece di rimirare la spuma biancheggiante del noto scoglio ritratto da Friedrich, perde lo sguardo nell’orizzonte degli scarichi industriali delle raffinerie di Ravenna. Il succo è lo stesso. Il viaggio pindarico inizia con I need to think: ricorda vagamente Nina Nastasia soprattutto per lo strano timbro femminile di questa vocina tenera. Un futuro da Farinelli? Performed something: chitarre piene e lussureggianti di verde pisello. La registrazione “in camera mia” qui si sente, anche la batteria elettronica e tutti gli effettacci. Un pò démodé la distorsione continua, ma il pezzo è carino da ascoltare. Definisco il suo genere sicuramente come: new-rock-emo-rock-post-punk-rock. Gli accordi fraseggiano efficacemente al posto della voce. Another hollow war: l’inglese in quanto a pronuncia va perfezionato a qualche istituto anglofono, si sente parecchio! Rispuntano strane voci femminili, ma c’è una corista? Dimmi che non sei tu, o almeno non fare la figura da Justin Hawkins ti prego! Rainy days: I Sonic Youth dietro l’angolo. Tele-visions break my mind: un campionamento telegiornalistico introduce questo pezzo costruito dalla tristezza su di un ordito di buona tecnica, che prosegue in sordina per tutta la durata del pezzo, ripetitivo ma interessante. Gustosa anche l’outro di mancata sintonia canale, stupido espediente che funziona. Silence now: al quinto pezzo le chitarre ed i languidicismi diventano un pò pesanti da reggere, ma l’ascolto è molto dolce, tengo botta. Prodotto molto americano. Gli piaceranno senz’altro i Pearl Jam, gli Alice in Chains e compagnia bella… anche se noto una forte analogia anche con i nordeuropei Motorpsycho di “In the family” o “Stalemate”. Consiglio come a tutti di dimenticare il passato e cercare una solida espressione autonoma. Complessivamente, la Mise eroga una confotevole pacca sulla spalla. Note di effimero estetismo: le sculture di babbo Franco non sono male, ma malissimo vestono il tuo prodotto. La copertina è orribile, è un peccato! Contatti: Francesco Garoia (cell.349.5381566; sito internet: www.francesco-garoia.tk; e-mail: francesco.garoia@libero.it). La Mise
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