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Lightning Bolt Hypermagic Mountain (Load 2005)
DIG IT YOURSELF...
Autore: Luca Confusione
Li avevo persi di vista, chissà perché? Forse perché dopo un periodo in cui erano virtualmente scomparsi li ho visti ripescati per motivi oscuri... le paturnie del recensore di turno? Erano perfetti come detrito hardcore semidimenticato, andavano benissimo per contestualizzare gli emergenti i destinati all’oblio, i talentuosi e gli scherzi di natura... e invece. Sono ancora qua. E purtroppo mi piacciono pure. Così sono costretto a vedermeli nelle solite riviste che compro e non leggo, chissà che diranno in quelle pagine che ogni volta che affronto la sensazione di deja-vù mi morde come un cane rabbioso? Chissà chi è il loro fotografo ufficiale? Chissà... Eppure, poi mi ascolto questo Hypermagic Mountain e non posso fare a meno di sentire le endorfine che rapidamente raggiungono punti sensibili del cervello, agevolando nello stesso proiezioni ipercinetiche di un film nel quale prendere a schiaffi la batteria e sbatacchiare il basso contro le pareti della stanza è ammesso e, anzi, auspicato. La testa dondola ritmicamente e sento gli occhi iniettarsi del dovuto sangue. Ghigno da goduria hardcore. Ma cazzo, non ricordo... ma prima c’era anche la voce? Dunque... mmmhhh... Ride The Skies (il primo)... cazzo, non ricordo proprio. Dove l’avrò messo quel cd? Mah! Ma chi se ne frega quel che ho nel lettore ora mi conferma che questi non sono invecchiati male per niente, anzi non sono invecchiati proprio, batteria pestata a velocità (a volte) folle, basso grind-core con reminiscenze garage e contorno di feedback che sembrano urla di sofferenza. Cosa desiderare d’altro? Ogni tanto uno squarcio di psichedelia metallica e giochetti free-form (veramente pedanti, ma per questo adorabili). Da prendere e scrivere sulla lavagna cento volte: “Non ho preso prima Hypermagic Mountain perché sono un borioso perditempo che trascura il piacere delle proprie orecchie.”.
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