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Parte Dodicesima
Grigliata mista
Autore: Sam Paglia
Mi ero ritrovato a Calcineto il giorno della festa. La festa era l'unica festa dell'anno celebrata a Calcineto. Anche il natale era stato soppresso per dar maggiore enfasi a quel gioioso appuntamento. Tutti i bambini furono d'accordo, il Natale aveva rotto i coglioni e dopotutto a Gesu' bambino non avevano mai creduto troppo. Era la mia festa, la celebrazione della mia persona. Tutto ruotava attorno a quella misteriosa figura barbuta scolpita a mia immagine rappresentata nel marmo al centro della piazza. Anche il pianoforte era somigliante. Un branco di pazzi. Ogni locanda, ogni trattoria, ogni via o piazza che fosse, era a me intitolata. Sbirciai oltre la vetrina di un negozietto di dischi a pochi metri da quel monumento ingombrante. C'era il mio disco in vendita, un'edizione di lusso per gli amanti dell'alta fedelta'. "Gli anni giovanili del maestro", era il titolo di quell'album a me ignoto. Sulla copertina ero ritratto col grembiule e il fiocco verde della terza elementare. Un sorriso ebete mostrava gli incisivi neri. Odiavo quella foto, la teneva mia madre nel portafoglio ed era sovente mostrarla alla cassiera del discount sotto casa. "Guardi, e' il mio bimbo". "E' brutto!", rispondeva la cassiera sapendo di spezzarle il cuore. Ma mia madre non desisteva e ogni volta ci riprovava. Non capii mai perche' mi voleva sposo di quella cassiera che qualche anno dopo si scopri' essere un certo Ottavio di Monfalcone. Solo mia madre poteva aver divulgato quell'immagine. Ne era cosi' fiera. Mi diceva sempre che fatta quella foto potevo anche morire, che cosi' bello non sarei piu' stato. Non potevo camminare tranquillo per Calcineto. Qualcuno prima o poi mi avrebbe riconosciuto e sarebbe scoppiato il caos. Il venditore di lupini era rimasto di sasso, ma per fortuna non aveva avuto il coraggio di urlare: "E' qui, e' lui, accorrete!". Chi avrebbe creduto ad un venditore di lupini. In America meta' dei giustiziati sulla sedia elettrica sono venditori di lupini. Neppure gli avvocati vogliono prendersi la briga di difenderne uno. Non gli credono, e' inutile. Dovevo trovare il modo di fuggire da li. Sentivo la piazza in fermento, la mia musica era diffusa da enormi altoparlanti su tutto il paese. Qualcuno accennava passi di danza improbabili, una combinazione di tarantella e nuoto in stile rana. Roba di cui vergognarsi. La musica faceva schifo. Erano registrazioni pirata che qualcuno aveva rubato a mia insaputa, qualita' sonora ed esecuzione di pessimo livello, forse incisioni su cassetta, forse captate attraverso una microspia infilata nella cornetta del telefono. Dovevo aver quattordici anni ai tempi di quelle performance. Le mie orecchie offese presero a sanguinare, ma attorno a me la gente pareva esserne deliziata, se non addirittura trasportata in una sorta di trance. Una signora vestita di una tunica bianca di flanella porgeva le braccia tese al cielo e piangeva a singhiozzo. Vidi il sindaco di Calcineto stretto nella fascia tricolore, appartato in un angolo a limonare con una minorenne. Mai avrei pensato con la mia musica di poter contribuire a tanto. Notai anche che le uniche automobili presenti in paese erano Ford Taunus. Tutte ble col tettuccio in vinile nero come la mia. Che fosse semplicemente un caso? Ad un certo punto vidi passare una Fiat 850 coupe' truccata da Taunus. Sfrecciava ai cento orari inseguita da una pattugia di polizia a sirene spiegate. Sentii anche degli spari e il suono inconfondibile della 850 che rotolava in un burrone tra sferragliamenti e urla strazianti. A Calcineto non doveva essere facile comprarsi un'auto qualsiasi. Questa cosa della Ford Taunus mi inorgogliva. Piu' volte scherzando dicevo che la Taunus era l'unica macchina degna di esistere. Che fossi stato preso sul serio? Vidi passare una donna bellissima. Era dai tempi della benzinaia di Laguna che non mi innamoravo a prima vista, sulla fiducia. Portava una maglietta di cotone elasticizzato striminzita con la mia faccia stampata sopra, gli occhi di quella mia immagine in prossimita' dei suoi capezzoli parevano uscire dalle orbite, spinti fuori da quella prepotenza di carne dura. Ancora una volta non seppi resistere. Date Sam Paglia: FEBBRAIO 10 Niveo Chic Cafe' - Rovigo 11 Controsenso - Prato 23 Macondo - Cesenatico MARZO 3 La Casa139 - Milano 4 La Casa139 - Milano 5 Birrificio Italiano - Lurago Marinone (Como)
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