E’ marzo. Tempo del carzo. Sono le tre di notte e la Morte mi sta aspettando sotto le coperte. Non ho una gran voglia di andarci, anche se la tentazione è forte. Ma tanto si sarà già addormentata, no? Mica ce l’ha con me… Poi con tutto il lavoro che ha da fare, figurati se viene a rompere le scatole pure a me, che in fondo sono un suo araldo… Che fine farebbe, senza di me? Farebbe sparare a tastieristi di Seattle senza che nessuno ne parlasse… Farebbe fuori produttori rap di Detroit e sassofonisti jazz inglesi così, giusto per il gusto di farlo, senza che il grande capo masonna massetti ne possa raccomandare l’anima a qualcuno… No, no, le conviene stare ferma e non toccare quella falce. Ma forse, nel dubbio, potrei stare su un altro po’ a trastullarmi, sempre che sbattere ritmicamente la fronte sul monitor sia considerato trastullarsi. Mah… Fa freddo, io non sono abbastanza ubriaco per essere sereno… Io ce vò, poi se sono ancora vivo ci leggiamo in aprile.