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MX-80 We’re An American Band (Family Vineyard/Wide)
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Autore: Roberto Michieletto
La prima volta che ho ascoltato ‘We’re An American Band’ mi sono detto: se gli MX-80 sono tornati, dopo dieci anni di assenza e dopo trenta di carriera, per pubblicare un disco del genere allora forse era meglio se rimanevano avvolti nelle cartapecora. Non avevo capito niente! Certo, se eravate abituati a pensare a Bruce Anderson e soci come a una delle più lungimiranti band di avant hard rock, no post wave o heavy art metal dovrete ri-programmare la vostra percezione sonora, ma subito dopo, ricordandovi di cosa seppero fare nei precedenti cinque album e di come seppero andare molto oltre molti altri, avrete tutti gli strumenti per comprendere ‘We’re An American Band’. Un’opera che si esplicita sin dal titolo. Un’opera che vi farà capire il motivo per cui Thurston Moore e Steve Albini li considerano tra le proprie influenze primarie (e prestando orecchio a ‘You Turned My Head Around’ vi ritroverete immersi nell’universo Sonic Youth). Un’opera in cui hanno optato per sonorità soffuse, sebbene oblique, eccezionali in ‘No Brainer’, stranamente ammalianti (come potrebbero esserlo i Pere Ubu) nella title track, jazz rock caracollanti in ‘Give It Up’, “lounge” in ‘Cry Uncle’, pop fuori dal tempo in ‘So Clear’, dub rock luciferini in ‘Christmas With The Devil’ e così via. Talmente assurdi, da essere geniali; ancora una volta!
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