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OLIVIA LOUVEL Luna Parc Hotel (Angelika Köhlermann) ZEEBEE Priorities (Angelika Köhlermann) GD L
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Autore: Roberto Michieletto
Dopo un lungo periodo di silenzio torna sul mercato con tre pubblicazioni l’etichetta Angelika Köhlermann. In primis occupiamoci della cantante e attrice francese Olivia Louvel, coadiuvata dall’esperto Paul Kendall (da sempre produttore di casa Mute, mise le mani sui lavori di Wire e Nitzer Ebb, tra gli altri) per il concepimento di ‘Luna Parc Hotel’, album che raccoglie undici canzoni (compresa la cover di ‘The Motel’ di David Bowie). Melodie vocali stralunate e recitate abbinate a suoni elettronici (di rado acustici) non semplici da definire, quasi un pop per cabaret meccanici e sperimentali formati da marionette che si muovono al passo di un electro sound articolato e arricchito in fase di arrangiamento post produttivo. Un po’ pretenzioso, ma sicuramente particolare. Rimaniamo in ambito femminile con ‘Priorities’, secondo lavoro esteso in solitaria (o quasi, considerati i patti di collaborazione stipulati con Gerhard Potuznik, The Bug, Sub City, Trishes, ecc.) per Zeebee. La musicista austriaca ha focalizzato meglio gli obiettivi sonori rispetto al debutto ‘Chemistry’, pur se le diversità stilistiche che si ascoltano sono ancora molteplici (dal jazz soffuso all’elettronica da ballo, dalle ipotesi di soundtrack per musical fantastici al pop e al rock e transitando dalle parti di un certo r’n’b da classifica alternativa). Però, a fronte di soluzioni variabili, si riscontra una maggiore uniformità atmosferica (sempre notturna, assai ovattata e sensuale). Ritroviamo Gerhard Potuznik nelle vesti di responsabile unico del progetto GD Luxxe (oltre che proprietario di Angelika Köhlermann, oltre che ex Chicks On Speed, ecc., ecc.) alle prese con un lavoro esteso dopo una serie di antipasti sulla breve distanza sparsi in giro negli ultimi quattro anni. ‘Make’, registrato partendo da parti vocali e linee di chitarra e poi sottoposto a intensivo trattamento elettronico, è opera molto interessante, perché basandosi su principi costruttivi di natura post punk wave (non a caso nella biografia vengono nominati Wire e Gang Of Four) giunge a una trasfigurazione sonora di matrice electro/techno con basi quasi mai pompate (anzi spesso rallentate e mutuate dalla new wave o dall’electroclash) e un incedere molto accattivante. Extremely cool!
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