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STEVE LEHMAN Demian As Posthuman (PI Recordings/Demos)
Kaos
Autore: Roberto Michieletto
Etichettato come uno dei talenti emergenti della scena jazz mondiale Steve Lehman si presenta con un album in cui tale nomea viene confermata e avvalorata. Il sound del quintetto variabile (nel senso che la line up e la strumentazione mutano a seconda del pezzo eseguito) è accattivante e cerca di portare oltre un discorso di contaminazione tra jazz ed elettronica, che, iniziato negli anni ’70, ha poi subito una serie di differenziazioni passando attraverso l’acid jazz o le radicalizzazioni più estreme (pensiamo agli Alboth!), ma muovendosi sempre a fasi alterne e non riuscendo mai a dare vita a una scuola di pensiero ben definita. ‘Demian As Posthuman’ è disco carico di groove (anche in virtù dell’ottima produzione del maestro Scotty Hard), spesso orientato su tonalità astratte, integrando perfettamente un ineccepibile lavoro in studio con una spontaneità intrisa di umanità e mescolando suoni elettrici e acustici e non dando mai l’impressione di transitare da un genere all’altro, ma uniformando e stratificando sempre le diverse forme espressive, siano esse jazz (di matrice moderna, quasi matematica), hip hop, elettroniche, avanguardiste, parzialmente rock e tradizionali (in senso afro/americano). Le composizioni ideate da Lehman (qui impegnato con sax alto, effetti, sequencing e programming) sono di per sé già notevoli, ma altrettanto rilevante è l’apporto fornito da Vijay Iyer al piano, Meshell Ndegeocello al basso, Jahi Lake ai giradischi e Tyshawn Sorey alla batteria.
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