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Le giovani scimmie
THE VANISHING POINT
Autore: Stefano Barbieri
Da un po’ di tempo non si parla che degli Arctic Monkeys. Sono giovani, sbarbati e hanno i brufoli ma nonostante la loro apparente immaturità, hanno iniziato ad attirare su di sé l’attenzione dei media ancor prima del loro debut album “Whatever People Say I Am, That’s What I Am Not”. Da alcuni mesi rappresentano in campo musicale un vero e proprio evento mediatico, considerato che i fanatici del peer to peer hanno avuto la possibilità di scaricare l’EP d’esordio “Beneath the boardwalk” prima che la Domino facesse propri i 4 frugoletti di Sheffield. Prima gli Strokes, poi i Libertines, i Bloc Party, i Babyshambles e tanti altri ancora, adesso sono gli Arctic Monkeys a ricevere il testimone di questa corsa verso il successo. Ce la faranno a tagliare il traguardo o si fermeranno come hanno fatto molti prima di loro? Finora promettono bene; hanno saputo confezionare un prodotto che piace, piace molto. Un sound ereditato dai Jam, senza dubbio, ma con venature più moderne, chitarre più ruvide e una voce graffiante che per quanto immatura possa apparire, rappresenta la ciliegina su quella torta che tanto sembra piacere in questi ultimi tempi. 200.000 copie vendute in una settimana, e per i tabloid inglesi il paragone con i primi Oasis è stato inevitabile, soprattutto considerando che gli AM hanno battuto il record di vendite di quella band che sembrava destinata a restare per sempre nelle top charts delle vendite. È così in arrivo un’ondata rock che si spera possa travolgere anche i fan italiani così come è successo in terra d’Albione. Di una loro data in Italia però non si parla ancora, certo è che le scimmie faranno sold out al botteghino. A detta di chi li ha già visti, pare che i loro live siano entusiasmanti… Ma gli italiani sono scettici, si sa; cosa positiva in questo caso, dato che ciò non fa altro che alimentare il pathos per quello che potrebbe essere la rivelazione musicale di quest’anno e la scimmia sulla schiena dei fan della musica indie.
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