La storia (tratta da The Ax, un romanzo dell’americano Donald Westlake) racconta di un quarantenne dirigente iper-specializzato con quindici anni di onorata carriera alle spalle, una moglie casalinga, due figli, una bella casetta con giardino… una famiglia della ricca borghesia francese come tante, con una solida posizione sociale e tanta armonia. Finché un giorno… l’iper-specializzato viene licenziato… ed il pulitino-precisino si trasforma da bravo padre di famiglia in serial killer per necessità (o almeno per quello che la sua mente, distorta dal trauma della prolungata disoccupazione, interpreta come necessità). Candidato a due César per il migliore attore protagonista e la migliore sceneggiatura non originale, questo film è un noir amaro, con diversi spunti ironici ed una aperta denuncia alla nuova politica economica di tagli di personale e delocalizzazioni delle aziende. Il protagonista Bruno, interpretato dal magistrale Jose Garcia, è antipatico, e dall’inizio alla fine non fa niente per risultarci simpatico (quest’anno vanno di moda i personaggi negativi, le canaglie che la scampano e la spuntano su tutto e tutti, come nel Match Point di Woody Allen). Ottima la regia e bravissimi gli interpreti. Morale del film: quando non ci sono più certezze l’animale-uomo ritorna alla legge più vecchia del mondo, MORS TUA VITA MEA. …Assolutamente da evitare se si è alla angosciosa ricerca di un lavoro…