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Isobel Campbell & Mark Lanegan – Ballad Of The Broken Seas – V2 Records
Rubber Ring
Autore: Manuela Bua
Il progetto di Isobel Campbell di scrivere un disco di ballate ispirate alla tradizione folk di radice statunitense si è materializzato in questo Ballad Of The Broken Seas, pensato e costruito attorno al contrasto tra voce femminile, quella vellutata e dolcissima della stessa Campbell, e voce maschile, quella profonda ed evocativa di Mark Lanegan. La ballata è una forma che certamente si presta alle tentazioni narrative e dialogiche e quindi, per sua natura, è contenitore sonoro ideale per permettere ai due musicisti, solo apparentemente legati ad ambiti e provenienze tanto diversi tra loro, di duettare in libertà. Allo stesso modo, la ballata è la forma più antica di canzone, che meglio si presta alla ripetizione ed alla memorizzazione, una forma semplice, popolare, tesa al risveglio dell’emotività. Queste ballate, sospese tra mare e prateria, non sfuggono alla regola, evocando paesaggi lontani nel tempo e nello spazio. All’unisono, in contrappunto o in controcanto, le voci di Campbell e Lanegan raccontano e seducono, si rivelano o ti spezzano il cuore, così come le canzoni della bionda ex Belle and Sebastian sanno fare da tempo, e noi fanciulle almeno, lo sappiamo bene. Il disco è interessante anche proprio per il suo rappresentare una fase di incontro tra le due metà del cielo, in cui le due voci interagiscono a tracciare un universo amoroso fatto di comprensioni e incomprensioni, ma tuttavia di compresenza, a differenza del consueto immaginario campbelliano molto, molto femminile e solipsistico. Gli arrangiamenti sono semplici, spesso solo chitarre a sottolineare, cullare, incorniciare le voci, come nelle più antiche tradizioni country e folk, come nelle ballate dei nostri nonni, nelle campagne marchigiane, in Scozia o nelle lontane Americhe. E non manca un delicato tocco Sixties, che Isobel non poteva farci mancare, nella deliziosa strumentale It’s Hard To Kill A Bad Thing e nella successiva ballata a tinte pastello Honey Child What Can I Do? a ricordarci che l’oscurità non è mai così oscura.
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