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RADIO AMERICA (A Prairie Home Companion), Robert Altman, USA 2006
CINECLUB
Autore: /VEGG*I*Ente/
Film in cui Altman (Oscar alla carriera 2006) ha “sfoderato” una rosa di “attoroni” coi fiocchi. Uscito nelle sale italiane lo scorso 1° giugno questo film si ispira ad una delle trasmissioni radiofoniche più note d’America (più di quattro milioni di ascoltatori). Situata fisicamente nel Minnesota questa radio è un fenomeno nazional-popolare negli States (di recente è stata inserita nella Biblioteca Multimediale del Congresso degli Stati Uniti tra le cose più preziose da tramandare ai posteri) che va in onda, “inossidabile”, da più di 30 anni (dal 1974). Altman immagina che questo live show radiofonico venga improvvisamente cancellato e racconta la messa in onda ed il dietro le quinte dell’ultima puntata, registrata nel teatro che sta per essere abbattuto per far posto ad un parcheggio. Il film è pervaso da un’atmosfera nostalgica, a volte surreale, ed è facile cogliere la partecipazione del regista che, in varie interviste, ha confessato di amare e di essere affascinato dalla radio fin da quando era bambino, e di aver iniziato come autore scrivendo proprio un radio-dramma. Ma A Prairie Home Companion non parla solo di radio, ma di una dimensione che gravita intorno ad essa, fatta di uomini e donne che vivono per essa, ma anche grazie ad essa: musicisti (country e non), segretarie, cantanti, rumoristi, tecnici di ogni genere… un’umanità varia, tutta legata a quel teatro per un motivo o per l’altro. La narrazione è sapiente e delicata ed è accompagnata dalla bravura indiscussa dei vari attori che mettono in mostra anche inaspettate doti canore (Meryl Streep). Il protagonista ed autore della sceneggiatura, Garrison Keillor, è anche l’ideatore e l’animatore della trasmissione radiofonica originale. La colonna sonora del film, a volte malinconica, a volte allegra, è tutta fatta da musica country (ne sconsiglio quindi la visione a chi la detesta). Se rientrate nelle categorie: profondi conoscitori della cultura americana, cultori di Altman, musicisti country e cinefili, rimarrete sicuramente entusiasti del film… sennò evitate di andare al secondo spettacolo, potrebbe… diciamo così… invitarvi ad abbandonarvi tra le braccia di Morfeo.
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