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ABOMINABLE IRON SLOTH Abominable Iron Sloth (Goodfellow Records/Andromeda)
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Autore: Roberto Michieletto
Se c’è qualcuno che non ha ancora smesso di rimpiangere i Will Haven sappia che, al di là del fatto che la band è in procinto di tornare con un nuovo lavoro, avrà di che gioire ascoltando gli Abominable Iron Sloth. Infatti la formazione di Sacramento è nata per opera di Cayle Hunter (chitarrista ex Will Haven e poi con Ghostride) e Justin Godfrey (suo compagno negli Oddman). Dopo un periodo iniziale in qualità di duo, la scelta è stata quella di immettere nuova linfa vitale nella line up e la scelta è ricaduta su Mike Martin, Jeff Irwin e Mitch Wheeler (tutti e tre provenienti proprio dai Will Haven). Più di così non sarebbe lecito chiedere. Ma se, a questo punto, avete già applicato la proprietà transitiva e pure quella commutativa e vi aspettate di ascoltare un disco che vi porti nel mondo Will Haven allora sappiate che siete fuori strada. Il che non è un male. In primo luogo perché dimostra come la capacità creativa e la competenza sonora dei suddetti musicisti sia radicata in più generi e si sappia esprimere attraverso diverse forme espressive. E poi perché, comunque, l’omonimo album di esordio è una bestia di disco! L’ambito entro cui circoscrivere il sound può essere quello del doom imparentato con il noise rock (in stile Raging Speedhorn), dello sludge come lo intendevano i Buzzov-en e dell’hardcore alla maniera degli Starkweather, il tutto edificato su solidissime fondamenta cariche di groove impastato e con un approccio sempre pesante, ricco di dinamiche e costantemente rallentato, seppur mai strisciante. Brutali, massicci, epici, monolitici, malevoli e mostruosi, esattamente come la creatura da loro evocata. Sottomettetevi!
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