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BEYOND SENSORY EXPERIENCE The Dull Routine Of Existence (Cold Meat Industry/Audioglobe)
Kaos
Autore: Roberto Michieletto
Il fascino che certi suoni sono in grado di esercitare su determinati ascoltatori è innegabile ed è indipendente dalle caratteristiche fisiologiche, strutturali e stilistiche delle modulazioni sonore prodotte. Non si spiegherebbe altrimenti il fatto che ciascuno di noi provi attrazione per alcuni dischi ripudiati da altri; e non è solo una questione di abitudine, chiusura/apertura mentale o passaggi radiofonici. Così come il sentire (fisico, razionale e psicologico) individuale differisce da quello di chi ci sta accanto, allo stesso modo la musica viene percepita e recepita in modi strettamente personali. Poi però ci sono dei lavori che hanno il fine ultimo (nonché principio creativo primario) di fondare il proprio essere innanzitutto sulle sensazioni che sapranno indurre ancor prima che sul sound veicolato. Ed è in questi casi che ci si trova di fronte a opere capaci di valicare i confini generici e i gusti dei singoli, di oltrepassare lo strato superficiale e agire direttamente sul subconscio di chi sta dall’altra parte. ‘The Dull Routine Of Existence’, sesto album di Beyond Sensory Experience (secondo per Cold Meat Industry), è esattamente quel tipo di opera. Dieci percorsi di esplorazione degli anfratti più reconditi della psiche al fine di indurre stati di solitudine agghiacciante, paura non definita e disorientamento. Ma anche con l’obiettivo di spingere a riflettere, a interrogarsi sul fascino che si nasconde dietro l’ignoto e a osservare più a fondo, oltre l’apparenza e il sentire superficiale, il proprio essere interiore... al di là dell’esperienza sensoriale!
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