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SINISTER Afterburner (Nuclear Blast/Audioglobe)
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Autore: Roberto Michieletto
Sarà pur vero che da oltre tre lustri i Sinister portano avanti - con una coerenza invidiabile e con una determinazione totale - la teoria del death applicata ai suoni metal senza mai guardarsi troppo attorno, ma dobbiamo anche renderci conto che, nonostante tutto ciò, adesso si presentano a noi con un disco (il settimo) eccellente. E ciò accade proprio dopo che la band olandese aveva deciso (per un breve periodo) di abbandonare le scene e dopo che la reunion ha portato parecchi mutamenti nella line up (tra l’altro con un doppio cambio interno, visto che il batterista Aad Kloostewaard è passato alla voce e il bassista Alex Paul ha optato per la chitarra). Ma nonostante (o forse in virtù di) questi ripensamenti ‘Afterburner’ è un disco maniacale nel suo essere perfettamente death. Death metal della miglior specie in assoluto, suonato con creatività strutturale, alternando fraseggi serrati ad altri più aperti, con momenti di grandiosità epica (alla Bolt Thrower direi, ma senza gli orpelli bellici) che si sovrappongono sia alle parti più orientate al thrash che a quelle cadenzate. Mi viene quasi da pensare che i “nuovi” Sinister suonino come una versione death (alla Morbid Angel) dei vecchi Neurosis; e questo credo che sia un grandissimo complimento!
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