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WALLS OF JERICHO A Day And A Thousand Years (Genet Records)
Kaos
Autore: Roberto Michieletto
Chi è impaziente di ascoltare il successore di ‘All Hail The Dead’, il disco con cui i Walls Of Jericho, nel 2004, avevano dato seguito al debutto ‘The Bound Feed The Gagged’ (pubblicato quattro anni prima), dovrà ancora avere un po’ di pazienza. Ma nel frattempo potrà soddisfare la propria sete irrefrenabile grazie a ‘A Day And A Thousand Years’. Il lavoro (breve) si compone di sette pezzi ed è la ristampa dell’omonimo CD rilasciato nel 1999, che raccoglieva i pezzi contenuti nel 7” licenziato dalla Underestimated Records e alcune tracce omaggio e che costituiva l’esordio assoluto per la formazione di Detroit. Già allora la voce della cantante Candance Kucsulain spiccava per la sua varietà di tonalità (pur se spesso è assestata sul growling e l’urlato), mentre le parti strumentali, sebbene ancora grezze e di derivazione hardcore estrema, riuscivano già a erogare potenza, brutalità, rabbia irrefrenabile, aggressività e una sana urgenza espressiva di origine punk/crust. Da questi brani si capisce come musicisti di chiara provenienza HC, ma al tempo stesso influenzati dal metal (thrash e death, nel caso specifico più il primo del secondo), erano in grado di dare forma a ciò che stava diventando e sarebbe diventato, nella sua forma più compiuta, il metal-core, quello in cui i break e le parti mosh e massicce si alternano a sfuriate sonore frontali e cariche di irruenza e violenza.
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