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WALTARI Blood Sample (Dockyard 1/Edel)
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Autore: Roberto Michieletto
Una carriera sterminata quella dei Waltari, band finlandese che ha attraversato diverse epoche musicali, nascendo allorquando il suono alternativo (nelle sue varie forme) e il grunge spopolavano, guardando con interesse al punk che risollevava la cresta e diventata sempre più pop, passando per la rimonta del metallo classico e la nascita e l’esplosione del new metal, assistendo al ritorno dei suoni elettronici e del dark/gothic/wave e presenziando al battesimo del metal-core e di quanto esso si porta appresso. E volendosi solo limitare a determinate tipologie sonore…! Questo per dire che in tre lustri di vita e con dieci dischi pubblicati i Waltari sono stati esposti alle più disparate variazioni e non è affatto strano che il loro sound, crossover sin dall’inizio (e questo è bene sottolinearlo), si sia fatto carico di incorporare o scorporare (a seconda delle esigenze) quante e quali forme ritenute utili o meno al fine di concepire gli album. Va anche detto che la carriera dei Waltari è stata caratterizzata da lavori riusciti e altri che definirei di “passaggio”. ‘Blood Sample’ è uno di questi. Innanzitutto è troppo lungo (quasi ottanta minuti per 17 pezzi) e visto che l’ispirazione, seppur limitata, la trovano in circa metà dei brani (quasi tutti inclusi nella seconda parte) capirete che l’ascolto complessivo risulti abbastanza tedioso. Inoltre il concetto stesso di x-over viene trascurato in favore di un’alternanza di tracce metal, punk, rock, contaminate o pop, ma dove i confini sono sempre ben delimitati e per loro questo non è un bene.
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