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Assalti al cuore – Festival di Musica e Letteratura Seconda edizione. Rimini, 28-29-30 aprile e 1°
Rubber Ring
Autore: Manuela Bua
Anche quest’anno, non riesco a resistere alla curiosità di fare un salto a Rimini, per vedere cosa prevede il festival Assalti al cuore, nato dalla maestria e dalla fantasia di un direttore artistico d’eccezione: Mauro Ermanno Giovanardi, cuore e voce dei La Crus. Quest’anno è stata dura scappare dall’ufficio, incollare insieme quarantott’ore per mettersi in viaggio, per godersi almeno una giornata di Assalti. Il giorno utile e scelto è stato sabato 29 aprile, con un programma di tutto rispetto, che si è rivelato anche più interessante di quanto potevo immaginare leggendo le note del pieghevole. Alle quattro, un bel sole tiepido ci ha portato verso gli spazi rinascimentali della Biblioteca Gambalunghiana per un appuntamento tutto letterario, che si preannunciava di grande qualità. Esauriti i posti per l’ascolto “live”, ci accomodiamo nell’auditorium a piano terra per una proiezione in videoconferenza. Il guerriero, l’amazzone, lo spirito della poesia nel verso immortale del Foscolo è un radiodramma scritto da Carlo Emilio Gadda, che per la sua realizzazione ha addirittura stravolto le regole per questo genere, scritte e commentate da lui stesso, che di produzioni da ascoltare era un esperto. Bello e sottile il significato di un evento che non manca di accostare poesia e musica, nella riproposizione originale di un testo sulla poesia, che va assorbito e goduto secondo la modalità dell’ascolto, al pari della musica. Le voci di attori di gran classe come Lucia Ferrati, Pietro Conversano e Marcello Prayer hanno interpretato il testo gaddiano valorizzando e facendo fiorire i calembours, gli accessi di sarcasmo, gli accenti narrativi del grande scrittore, tenendo il pubblico delle due sale ben incollato sulla sedia, mentre dagli schermi apparivano, di volta in volta ritratti di Foscolo, di muse di classica bellezza e di antiche fiamme del poeta. La bella rappresentazione, che si conclude con il commento di Edoardo Sanguineti, ospite d’onore del festival, che per la gioia della sottoscritta, affettuosamente recupera la figura del grande poeta neoclassico, che l’impietoso Gadda aveva sottilmente denigrato, con continui riferimenti ai riccioluti basettoni ed alle sue infatuazioni per gentildonne di dubbia moralità. Il vero momento di Sanguineti, tuttavia, è una buona mezz’ora dopo, il tempo per una passeggiatina in piazza e per ritrovare, a forza di fermare passanti, il Teatro degli Atti. Lì, quello che ci aspetta è davvero spettacolare: due uomini sul palco, un contrabbassista funambolico, Stefano Scodanibbio, ed un meraviglioso vecchio poeta, che sta sul palco con una naturalezza unica. Lo splendido vegliardo, già fascinoso testimonial di una marca di jeans, legge i suoi Postkarten e Alfabeto Apocalittico, sullo sfondo delle interpretazioni sonore che ne dà Scodanibbio, musicista portatore di un leggiadro vento d’avanguardia. Lo spettacolo è una delizia: bellissime le pagine di diario di viaggi nella bellezza e nello squallore, spassose e oltremodo bizzarre le interpretazioni che traggono ispirazione dalle lettere dell’alfabeto. Siamo usciti dalla sala talmente di buon umore che abbiamo deciso di mantenerci l’allegria con una cenetta a Borgo San Giuliano, ben innaffiata da ottimo vino della casa…
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