Jose Gonzalez (o Gonzales, pare sia indifferente) non è spagnolo nè messicano ma SVEDESE. Okay, ha origini argentine. Però è SVEDESE, capito? Poi non dite che non ve l’ho detto. Veneer è il suo disco di debutto. E’ uscito diverso tempo fa (2003, addirittura). E’ stato distribuito solo nel 2005, dapprima in Svezia e poi altrove. Io ci sono arrivato tardi. Come buona parte del resto del mondo. Jose canta e suona la chitarra classica. Punto. Il massimo in più che vi è concesso è un battimani su ‘Lovestain’. Prendete Devendra Banhart, spogliatelo degli abiti e delle paraphernalia hippy e avrete una buona idea di come suoni questo disco. Secco, asciutto, oscuro, minimale. Fa venire in mente Lars Von Trier. Non è un disco depresso. Cupo, direi. Diretto. Si sposa bene con una giornata autunnale con lievi accenni di pioggia. Ma va bene anche per questi primi, infuocati giorni estivi. Proprio perché NON E’ un disco depresso. Josè si guarda bene dall’infarcire i brani di ritmi latini e altre contaminazioni “vicine” all’origine del suo cognome. E’ un bene perché così il disco mantiene una sua direttrice essenziale: il folk. Josè ha scritto e registrato tutto da sé. L’ha fatto benissimo. E’ un disco bellissimo. www.jose-gonzalez.com