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ROGER KEITH BARRETT
Dead to be wild
Autore: MoonFish
Questo è un pezzo grosso, eh! Attenzione, questo è veramente un pezzo grosso, eh! Dove s’è mai sentito di un musicista con una influenza tale che però ha lavorato solo nell’album di debutto della propria band?... Che poi è diventata celebre con altri seimila dischi?!... Eccolo qua. Il feto che si sviluppa nell’utero di Winifred, moglie del medico patologo Arthur Barrett, e che a gravidanza compiuta vede la luce il 6 gennaio 1946 a Cambridge, Inghilterra. Viene battezzato col nome di Roger Keith Barrett, ed è il più giovane di cinque fratelli. I genitori lo spigono subito a dedicarsi alla musica, ma il padre smetterà di farlo nel 1957, perché muore. Roger suonava l’ukulele, il bando ed il piano, e proprio col piano vinse un premio per un duetto alla tenera età di 7 anni. Verso i 15 anni gli amici cominciano a chiamarlo Syd semplicemente in riferimento al batterista concittadino Sid Barrett… Si unisce poi, in veste di cantante e secondo chitarrista, ad una band chiamata The Megadeaths, insieme a dei tali che portano i nomi di Roger Waters, Nick Mason, Richard Wright e Bob Klose. Quest’ultimo se ne andrà in breve tempo lasciando a Syd tutto il peso delle chitarre sulle sue spalle. Nel 1965 il gruppo cambia nome in Pink Floyd, e si dedicano soprattutto al rhythm & blues. Lo testimonia anche il nome della band, coniato dal nostro eroe Syd, che fa riferimento ai due bluesmen Pink Anderson e Floyd Council. Ma presto la band prende una piega decisamente sperimentale e psichedelica, complici anche le droghe del tempo… Lo stesso Syd Barrett si darà mooolto da fare in questi campi: nella sperimentazione chitarristica, ispirandosi principalmente a Keith Rowe; nelle droghe psichedeliche, ispirandosi principalmente all’LSD. Nel 1967 pubblicano il singolo “Arnold Layne” che, nonostante fosse bandito dalla BBC, raggiunge il 21° posto nelle classifiche britanniche. Il singolo seguente “See Emily Play” andrà ancora meglio, arrivando al 6° posto. Così i Pink Floyd firmano un contratto per la EMI e registrano e pubblicano il primo album “The Piper at the Gates of Dawn”. Nel frattempo Syd va sempre più fuori di testa, fino a diventare del tutto “ingestibile”, al punto che nel 1968 la band è costretta a trovare nell’amico David Gilmour un sostituto temporaneo. Ma Syd non farà più ritorno, lasciando solo alcuni contributi per il secondo album “A Saucerful of Secrets”. Farà il tentativo di realizzare due album solisti (“The Madcap Laughs” e “Barrett”, entrambi datati 1970), ma desisterà presto. Tenterà anche con una nuova band, gli Stars, con Twink dei Pink Fairies alla batteria e Jack Monck al basso, ma anche lì finisce presto. Al che nel 1974 Roger Keith “Syd” Barrett abbandona definitivamente il mondo della musica. Vivrà in un hotel di Londra finché gli basteranno i soldi, dopodiché si sposterà nella cantina della casa della madre, a Cambridge, dove dedicherà la propria vita al giardinaggio. Ed è lì che, tra problemi mentali e problemi di diabete, Syd (che ormai preferiva farsi chiamare semplicemente Roger) si spegnerà del tutto il 7 luglio 2006.
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