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JOHN ZORN Filmworks XVII - Notes On Marie Menken Ray Bandar: A Life With Skulls (Tzadik/Demos) JOH
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Autore: Roberto Michieletto
È bene precisare che quando, nel caso di John Zorn, si parla di ordinaria amministrazione si tratta comunque di una situazione creativa per cui innumerevoli musicisti venderebbero l’anima al diavolo e che consentirebbe loro di guadagnarsi un posto di rispetto nel panorama sonoro mondiale. Ma al tempo stesso si tratta, pur sempre, di ordinaria amministrazione e quindi di dischi che non fanno altro che iterare idee già sviluppate in passato, seguendo un iter fluviale per cui l’acqua fluisce ininterrotta, ma con sempre meno (e questo duole dirlo) sussulti degni di interesse, principalmente a causa del voler pubblicare la maggior parte delle intuizioni, anche quando queste non hanno una intrinseca ragione di essere per gli eventuali acquirenti, che non si riducano a collezionisti. I nuovi capitoli della serie ‘Filmworks’, il diciassettesimo e il diciottesimo, sono esempi lampanti di tale situazione. Tra i due sicuramente meglio ‘The Treatment’, colonna sonora dell’omonimo film di Oren Rudavsky, dove partiture di violino (per gentile concessione di Marc Feldman), fisarmonica, vibrafono, basso e, in un paio di pezzi, chitarra (quella di Marc Ribot), dipingono trame di tango e neoclassica morbida, con momenti di oscurità mai minacciosa, che si alternano a fraseggi spensierati. Più debole l’altro album, in parte composto quale soundtrack per un documentario su Marie Menken e in parte dedicato al collezionista di teschi Ray Bandar. Tra exotica, reflussi africani, free jazz d’assalto e avant lounge non è che ci sia molto per cui entusiasmarsi…!
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