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JOHN ZORN Moonchild (Tzadik/Demos)
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Autore: Roberto Michieletto
Composto da John Zorn. Interpretato da Mike Patton (voce), Trevor Dunn (basso) e Joey Baron (batteria). Dedicato a Antonin Artaud, Edgard Varèse e Aleister Crowley. Il tutto con un ben preciso obiettivo, che lascio descrivere allo stesso Zorn: “Moonchild is the first realization of a project (…) combining the hypnotic intensity of ritual (composition) with the spontaneity of magick (improvisation) in a modern musical format (rock)”. Cosa sia scaturito da un simile concept ci viene descritto dai suoni che prendono vita nelle undici tracce dai titoli chiaramente significativi (‘Ghosts Of Thelema’, ‘Possession’, ‘Caligula’, ‘Equinox’, ‘Summoning’, ecc.). Non solo in virtù dei personaggi coinvolti, i riferimenti conducono a Fantômas, Naked City e Mr. Bungle, ma non trascurerei di annotare come dal punto di vista sonoro ci siano legami con il metal (magari il death/thrash dei primi anni ‘90, pur senza replicarne, volutamente, l’intensità) e alle cose più distorte e meno impastate dei Melvins. Inoltre emerge una passione per la no wave, così come venne concepita agli albori, ma anche come viene propagandata al giorno d’oggi, ad esempio, dai Liars. Ognuno degli interpreti fa storia a sé, adeguandosi perfettamente tanto alle parti più schizofreniche quanto a quelle ambientali e minimali, calandosi senza problemi nel buco nero evocato da Zorn e partecipando alla creazione di trame musicali in cui l’intensità (data dagli alti e dai bassi, strumentali e di volume) e la tensione (quasi mai rilasciata) si accoppiano per produrre uno stato mentale oscuro, oltre che di suono. Mai troppo sperimentale, ma assolutamente messo a fuoco e centrato, ‘Moonchild’ risulta essere una delle opere più riuscite dello Zorn del nuovo millennio.
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