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MIRANDA Rectal Exploration (fromSCRATCH Records/Goodfellas)
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Autore: Roberto Michieletto
La sorpresa iniziale, specie per chi (come il sottoscritto), aveva avuto modo di ascoltare e valutare positivamente ‘Inside The Whale’, lavoro di debutto dei Miranda pubblicato nel 2003, è evidente e abbastanza spiazzante. Infatti i ricordi erano quelli di una formazione che operava in un contesto post rock tanto dilatato quanto squadrato, con precisione ed elaborando trame evolutive. Con ‘Rectal Exploration’, ancora prima che il sound, è mutata la prospettiva con cui il trio, formato da Giuseppe Caputo, Piero Carafa e Nicola Villani, ha osservato il proprio essere sonoro, stravolgendolo alla base e portandolo in una direzione che è ancora e certamente rock, ma che si discosta decisamente da quella che era la cifra stilistica precedentemente messa in mostra. Ma, pur in un contesto in cui l’alterazione (alla Gang Of Four, Pere Up, Liars, Captain Beefheart o Pop Group, che dir si voglia), la fa da padrone, quel che convince è la capacità dei Miranda di ideare ottime canzoni. Perché è questo il pregio assoluto e reale del disco; un pregio che va oltre il rock blues sbilenco o il no punk wave o qualunque altra definizione vi possa passare per l’anticamera del cervello. Un pregio che, per coloro i quali si cimentano con la suddetta materia, non sempre è così scontato, anzi spesso ci si trova al cospetto di band che non hanno il sentore di ciò che voglia dire scrivere canzoni. Cosa che non accade ai Miranda, che - pur optando per soluzioni sonore/vocali abrasive, dissonanti e perversamente orecchiabili - non perdono mai di vista l’arte della composizione.
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