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THE GERSCH The Gersch (Tortuga Recordings/Goodfellas)
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Autore: Roberto Michieletto
Avete presente lo spirito che animava i Melvins delle origini, i primi Soundgarden, i Today Is The Day del periodo Amphetamine Reptile Records, i Motorpsycho più sostanziosi, ma anche i vecchi Mudhoney o i Guzzard, così come i Black Flag e i Minor Threat? Pensate poi alle commistioni che si sono generate, specie negli anni ’90, tra l’hardcore e l’heavy metal, nella loro veste più grezza. E provate a immaginare a uno scenario di destino nefasto che si sta materializzando sopra di voi per mezzo di un intreccio fatto di Crowbar, Black Sabbath e Obsessed. Se siete riusciti a concepire un simile quadro musicale, tra stoner, grunge, noise rock, metal, doom, post-core apocalittico e hard rock potente, allora avete compreso cosa sono The Gersch. La band è guidata da Bryant Clifford Meyer, manipolatore elettronico e chitarrista di creature superiori quali Isis e Red Sparowes, e questa è la band in cui militava prima di intraprendere le suddette esperienze sonore. L’omonimo disco raccoglie nove brani (tra cui una cover deviata di ‘Ohio’ di Crosby, Stills, Nash And Young) sinora dimenticati e composti sul finire del secolo scorso. Nessuno sconto di sorta; sound bello tosto, dritto al bersaglio, tra spirito urbano, concretezza roots e allucinazioni desertiche.
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