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BLASPHEMOUS WARCULT METAL FEST – 25 agosto – Titty Twister, S. Benedetto del Tronto.
MoonFish WORLD
Autore: MoonFish
Quella sera dovevo metter dischi in un posto de CitaNO,GRAZIE ma, vuoi per continue minacce di temporale (scandite da spaventose tempeste magnetiche su nell’alto dei cieli), vuoi per uno scoglionamento generale, 4 dj su 4 si sono ammutinati e ognuno è andato per la propria strada. Io e il mio collega TP, con la compagnia della topotta Brutney, ci siamo imbarcati alla volta del Titty Twister di S. Benedetto del Tronto, esattamente sulla frontiera tra Marche e Abruzzo. Il locale è perfettamente visibile dalla superstrada, bene siamo arrivati. Col cazzo. Abbiamo fatto 7 rotonde, 18 caselli, 5 sagre di paese, 9 giri al depuratore (te porto a fà l’amooooreeeee… giù al depuratooooreeeee….) e 4 in un posto che non ho capito cos’era. Poi abbiamo trovato la strada (era facile) ed arriviamo, accolti da 30 pozzanghere e da 2 brutti ceffi boneheads. Vabbè… Alla fine riusciamo a parcheggiare ed entrare nel locale semivuoto (o semipieno, dipende dai punti di vista). Il Titty Twister. E’ un posto tremendo, un capannone industriale con un’acustica da incubo, ma… Ma le bevute hanno prezzi decisamente proletari, tant’è che non so quante birre mi sono scolato e ormai potrei anche ritenermi fidanzato con la cassiera, contando quanto tempo ci ho passato insieme anche solo per comprarmi scontrini per le birre… Ma ecco che odo grida belluine provenire dal palco: stanno per iniziare. HATRED. Gli Hatred li avevo già ascoltati, m’era giunta per vie traverse, da persone che “tu-non-mi-conosci-ma-io-conosco-te”, una copia del loro omonimo cd autoprodotto: ricordo con piacere la pecetta sagomata sulla superficie del cd e titoli ameni quali “Menses after Death” per esempio, che teneri… Però dal vivo non sono riusciti a convincermi. Formazione a tre. Tale Angel Trosomaranus (si ringraziano Tom e MySpace per i suggerimenti) a chitarra e voce, un azzardo estetico notevole: cresta punk, t-shirt Morbid Angel infilati nei jeans elasticizzati, cinturone di proiettili e scarpe sportive da thrasher anni ’80 (sì, lo so, avranno anche un nome, ma chi se lo ricorda, io sempre gli anfibi ho portato). Ah, e una chitarra modello King V legnosa che pure è una sfida per gli occhi!!... Richard McGrinder al basso, che su un brano per non so quale assurdo motivo ha deciso di suonare con in faccia una maschera da hockey decorata con una spaventosa quantità di chiodi, per poi togliersela per il brano seguente. Necrovomiterror alla batteria, una vittima esemplare della moda metal anni ’80, che immediatamente valuto come “persona seria” in quanto faceva sfoggio di una t-shirt dei Razor (poi vi parlerò meglio della sfilata di moda…). Insomma, il trio di Falerone ci sputa addosso una serie di rapidi brani in pieno stile thrash metal crucco tra Destruction e (primi) Kreator, con qualche momento di (primi) Bathory, forse finiti lì per sbaglio. Subito dopo l’inizio dello show da un antro dietro il palco esce fuori un gigante di due metri per più di un quintale che inizia pericolosamente a sbracciare sia sul palco che sotto. All’inizio ho pensato che fosse un barbone che dormiva dietro il muro ed era agitato perché i riffoni thrash l’avevano svegliato. Poi l’ho ribattezzato “Il Padre”, in quanto mi divertiva l’idea di immaginarmelo come un padre che avesse accompagnato il giovanissimo pargoletto metallaro a questo concerto, per poi esaltarsi all’improvviso molto più del figlio… Ma torniamo agli Hatred. Purtroppo il sound non rende, e l’esecuzione mi è sembrata a tratti un poco incerta, peccato. Concludono il loro set con la cover di “Minkions” dei Bulldozer, accogliendo sul palco l’ospite R.R. Bastard alla voce, che naturalmente canta molto peggio di Trosomaranus… Onestamente sta cover mi commuove, però con quell’esecuzione magari era meglio di no… Finito lo show me ne vado al cesso, dove trovo “Il Padre” che piscia in un lavandino, poi apre l’acqua del rubinetto e guardandomi dice “Acqua. Eheheh…” Vabbè. BATTLE RAM. Metallooooo!!!!!!! Oh, così mi piacete!! L’esecuzione dei Battle Ram smentisce la mia idea per cui era il sound del locale a far pena e non quello degli Hatred. Perché questi qui suonano da paura. Ottima esecuzione, ottima performance del cantante (voce pulita e moledica), ottimo suono monolitico. Power metal vecchia maniera nelle parti veloci (NON osate pensare ai gruppi trallallero moderni) e doom metal à la Candlemass nelle parti più cadenzate. Gradita anche la serietà intrinseca nella t-shirt dei Metal Church indossata dal chitarrista Gianluca (poi vi parlerò meglio della sfilata di moda…). Come se non bastasse il metallo di qualità suonato da questo quintetto ascolano, continuano a ruffianarsi il pubblico suonando delle cover di sicura presa, almeno per il copioso numero di true metallers presenti in sala (mi sa che quei due con le t-shirt di Poison e Blind Guardian si sentivano un po’ a disagio…): “Speed King” dei Deep Purple, “Hell Bent for Leather” dei Judas Priest e una commovente “Angel Witch” della band omonima… Poi col senno di poi mi sa che avevano fatto pure qualcosa dei Cirith Ungol, ma basta piangere sul vino versato… Ottimi! Dovrò seguirli con attenzione. Mi basterà non parlarci mai di politica. Finito lo show faccio un giro nel cortiletto privé e vedo gente che prima zompettava felice in giro per il locale ora sdraiata su una pozza del proprio vomito. Aaah, nutella!... BAPHOMET’S BLOOD. Stavo sempre lì sul cortiletto, seduto su una seggiola di plastica incrostata di vomito, impegnato a chiacchierare sorseggiando una (indovinate?) birra (indovinato!), quando irrompe sulla scena TP che grida “C’E’ UNA DONNAAAA!!!! STO GRUPPO C’HA UNA DONNAAAA!!!!!!!!!”. Immediatamente mi tiro giù la zip e corro a vedere. Confermo, era una donna. Sul palco ci sono i Baphomet’s Blood. Alla voce e chitarra ritmica Necrovomiterror, visto poco prima come batterista degli Hatred. Si è cambiato la maglietta: prima Razor ora Raven. Mmm… Poi ora che è in piedi vedo anche che cacchio di pantaloni porta. Dio bono, nooo… Gli spandex a righette buoni per i Van Halen… NOOOOOO!!!!!! E’ inammissibileeeee!!!!!!!!!!!! Ndò sta scritto che del metal degli anni ’80 bisogna prendere proprio tutto?!?!? Sigh… Dell’altra chitarra si occupa l’altro Hatred Angel Trosomaranus. Al basso c’è la donna di cui dicevo prima (forse si tratta di S.V. Goat Necromancer? boh…), ma comunque sia è la donna di quello cogli spandex… E alla batteria c’è R.R. Bastard, il tizio che prima aveva sbraitato “Minkions”, con addosso una t-shirt dei Sacrifice (poi vi parlerò meglio della sfilata di moda…). La musica dei Baphomet’s Blood è uno speed/thrash vecchissima maniera, molto semplice e molto rock’n’roll, tant’è che hanno fatto anche una loro versione di “Rock’n’Roll” dei Motorhead (appunto…). Momenti di commozione poi quando monta sul palco Angus, storico chitarrista degli storici Fingernails (antica thrash metal band romana) per una macellosa esecuzione della loro “HM Forces”. Finito lo show non ricordo che faccio (probabilmente un’altra birra). Poi sento note sinistre venire dal palco… MERCY OF DEVIL. Questa è la band che viene spacciata per piatto forte. Probabilmente solo perché si è fatta un sacco di chilometri per venire qua: sono di Pordenone, infatti. La prima impressione è che il gruppo è assortito un po’ alla cazzo: Namtar è un chitarrista clamorosamente black metal superomista, con tanto di museruola di pelle chiodata. L’altro chitarrista Matteo aveva invece un look decisamente thrashcore anni ’80, così come Dezo, il bassista: lo tradiva un adesivo dei D.R.I. sul basso… Il batterista Trickster non riuscivo a distinguerlo, vedevo solo ciuffi di pelo nero… E il cantante… Oddìo, il cantante… Ma è “Il Padre”!!! Quell’orco brutalo che ha pogato da solo per tutto il tempo ora s’è cambiato d’abito e sta lì sul palco non a rompere i coglioni come ha fatto finora ma a cantare (oddìo, cioè, capimoce…). Ora sta lì con gli occhi cerchiati di nero, con la panza floscia esposta (la mia panza si sentiva un po’ minacciata, devo dire), una giacchetta di jeans smanicata con toppone posteriore con scritto in inglese “Soreta ancora pompa!”, e montagne di pelle, borchie e proiettili addosso. Il risultato era una specie di GG Allin agghindato à la Sarcofago. Na montagna de zozzo che certe fonti mi danno 22enne (dài, nun po’ esse!...). Il loro show è un black/punk tra Impaled Nazarene, primi Bathory e hardcore a manetta. Sò gustosi ma non mi convincono del tutto (i Battle Ram rimangono i vincitori morali!!), sarà appunto per il chitarrista black fuori posto, o per il vocalist, tale Cavalli, troppo GG Allin wannabe (ma non si è permesso di fare del male a nessuno, che delusione), il che è dimostrato anche dalla casinista cover finale di “Drink, Fight and Fuck”. Altre cover una devastante “Equimanthorn” dei Bathory, qualcosa dei Sodom che non sono sicuro di ricordare (o me c’avevano fatto le recchie?!) e “Messiah” degli Hellhammer, brutto pezzo di una brutta band (cioè, i Celtic Frost so stati grandiosi, ma gli Hellhammer facevano cagare, perché nessuno ha mai il coraggio di ammetterlo?!?!), che si giustifica solo con la gara a “io so più ‘old’ de te!!”. Mah… Battle Ram tutta la vita, grazie. La sfilata di moda. Un mio passatempo collaterale di quella serata è stato controllare le t-shirt dei presenti e premiare moralmente quello che riusciva a raggiungere il miglior equilibrio tra old-school ed underground. Perché altrimenti vincere solo sull’underground è facile: ho visto t-shirts di Hatred, Blasphemophagher (altri eroi locali), Toxic Holocaust… Allora potevo arrivare con una maglietta con su scritto Testicular Manducation, o Vestal Masturbator… Chissà che effetto avrei fatto (per la cronaca avevo una t-shirt di “Scarface”, il film di De Palma)... Comunque, tornando al concorso… Le prime posizioni le avevano: un tipo in mezzo al pubblico con la t-shirt dei Cirith Ungol (ma la portava sopra un’altra long-sleeve: perde punti per poseritudine); la bassista dei Baphomet’s Blood con una antichissima t-shirt dei Celtic Frost; Necrovomiterror che ha esposto prima Razor e poi Raven, ma s’è cambiato una terza volta e quindi anche lui perde punti per poseritudine (per gli spandex non glieli tolgo, giuro); Gianluca dei Battle Ram, che aveva una t-shirt dei Metal Church, che non sono molto underground né esageratamente old-school, però guadagna punti in quanto “persona seria” (ne perderà poi per altre faccende, ma preferisco non parlare di politica, eheheh…). E il vincitore è… R.R. Bastard, con la sua t-shirt dei Sacrifice indossate per (credo) tutta la serata, concerto dei Baphomet’s Blood compreso: questo è true, olé olé!!
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