MOSQUITOS
Ventilator Blues
(Fosbury Records/Audioglobe)
Gold Sounds
Autore: Emanuele Barletta
L’ultima volta che mi sono imbattuto nei Mosquitos fu nel 2003, all’epoca di Electric Center. A quanto pare, tra quest’ultimo e Ventilator Blues c’è stato di mezzo un altro disco di cui non ricordo neanche il titolo. Faccio ammenda e mi preparo all’ascolto dell’ultimo lavoro di Testani & soci, che il foglietto stampa presenta come “folk-pop-rock”. Niente deserto? Niente indie? Pare proprio di no. E neanche suoni roots, a dispetto del titolo. Però parte The guns and the bombs e chissà com’è tornano in mente certi recenti Queens Of The Stone Age, meno impolverati e “desertici” (appunto). In pratica Ventilator Blues è un gran disco di rock americano fatto in Italia: il che non è assolutamente un offesa, anzi. Roba a simili livelli si era sentita solo dalle parti dei Franklin Delano: rock plumbeo, elettrico, ma con un impostazione acustica, americanismi alla Giant Sand e Califone. Roba calda, caldissima, quasi rovente. Un disco di gran livello, sentito come poca altra roba di livello internazionale ci sia in giro oggi (uno su tutti? Mark Lanegan). Ma l’influenza del deserto si sente eccome, care “zanzare”! Anche se non venite da Tucson, ma da Frosinone.