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Franklin Delano Come Home - Ghost Records
IAN'S HOUSE
Autore: Ian Della Casa
Con la produzione di Brian Deck (modest mouse- iron&wine – califone), il passaggio a ghost records e session di registrazione tutte americane i Franklin Delano mettono a segno il loro terzo colpo. Sicuramente rappresenta una sterzata verso una maggiore immediatezza, qualcuno la definirebbe una conversione al pop, ma poi alla fine se lo si ascolta con attenzione questo “come home” presenta una ricchezza di suono addirittura maggiore dei due precedenti stupefacenti lavori (All my senses are sensless today e Like a smoking gun in front of me). L’unica cosa che realmente varia è il ritmo, il suo senso del tempo. E’ come se si fosse costruita ed arredata una casa con gli stessi materiali e lo stesso mobilio e gli stessi medesimi accessori delle precedenti costruzioni, ma la si fosse realizzata in una superficie molto più ridotta. Ci sono molte meno dilatazioni che nei precedenti lavori, molto meno silenzio e ciò non solo ha portato Paolo Jocca e soci all’appropriazione dell’edificio canzone, ma li ha anche spinti a stratificarlo, ad arricchirlo di elementi meravigliosi,ma mai eccessivi. Insomma i Franklin Delano hanno scoperto il tiro, la voglia divertirsi “giocando” la musica, ma non hanno perso una briciola dell’immensa classe che li ha caratterizzati in passato. E anzi vorrei spingermi oltre. Vorrei osare e spararla grossa, ma tant’è. I Franklin Delano hanno tirato fuori dal cilindro un disco che è già un classico, che suona senza tempo e col quale chiunque voglia fare del vero, polveroso, fottuto rock’n’roll in Italia a partire da oggi non potrà evitare di confrontarsi con questo “Come Home”. Rock’n’roll never dies! Franklin Delano docet.
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