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DRUMCORPS Grist (Ad Noiseam-Cock Rock Disco)
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Autore: Roberto Michieletto
Non so se giungerà mai il momento in cui determinati generi otterranno i riconoscimenti che giustamente meritano, ma anche se non tale giorno non dovesse mai arrivare il sottoscritto continuerà a divulgarli senza mai cedere, senza mai scoraggiarsi e senza mai lasciare che effimere e snobiste opinioni altrui possano inficiare l’operato di chi crede veramente che nel sottosuolo risieda gran parte della vera genuinità musicale, quella libera di esprimersi senza subire condizionamenti. Ed è proprio da lì che arriva Aaron Spectre, per l’occasione denominatosi Drumcorps, progetto con cui debutta ufficialmente. E non vi poteva essere modo migliore per esordire, perché ‘Grist’ rappresenta una delle migliori pubblicazioni (di tutti i tempi, badate bene a quanto ho voluto evidenziare) in ambito di elettronica di derivazione gabba/jungle (solitamente denominata break-core) contaminata con il grind, il death e il thrash e contaminata in senso lato. Chiaro che gli insegnamenti pregressi di Atari Teenage Riot, Agoraphobic Nosebleed, Ilsa Gold, Ministry, Skinny Puppy, Sister Machine Gun, Cubanate, Duran Duran Duran e di tutta l’accolita di quella che fu la ‘Industrial Strength’ o delle varie raccolte di techno-core che spopolavano in Olanda una decina di anni or sono, vengano qui fatti fruttare nel migliore dei modi, però, a dispetto di un impatto devastante e rumoroso, è fondamentale cogliere come Aaron Spectre lavori con minuzia chimica sui dettagli dei vari frammenti utilizzati per produrre un sound dalle potenzialità distruttive enormi. La fusione di prototipi metallici, chitarre suonate, ritmiche programmate, sample oscuri e ibridi digitali trova nell’opera di Drumcorps una delle sua massime espressioni rappresentative. Un’esperienza primaria!
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