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ENDUSER Pushing Back (Ad Noiseam)
Kaos
Autore: Roberto Michieletto
Il signor Lynn Standafer va ormai annoverato tra le firme più autorevoli del panorama elettronico mondiale. E se prima la sua influenza veniva principalmente esercitata in un contesto definito, ovvero quello delle ritmiche spezzate in maniera terrificante e delle soluzioni sintetiche terroristiche, adesso occorre riconoscere che ha saputo trascendere i generi, per collocarsi su di un piano trasversale. E se il precedente lavoro breve, l’incredibile ‘Bollywood Breaks’ (che qui sopravvive, a livello di ambientazioni musicali, in ‘Switch’) aveva, di botto, proiettato Enduser in una realtà multi culturale (oltre che sonora), con ‘Pushing Back’, la metamorfosi (sarebbe più appropriato parlare di evoluzione), lo porta a compiere lo step definitivo. Già il sound di Enduser aveva sempre mostrato un’attitudine dinamica e contaminata, però qui, al di là di quelle che sono le derive etnico/metropolitane, colpisce la varietà di soluzioni individuate e che non sono solo rappresentative dei diversi stili, che prendono forma all’interno del disco. La frammentazione dei ritmi costituisce il punto di partenza su cui si vanno ad adagiare tessiture tanto esplorative quanto incisive, costantemente in fermento, quasi fossero alimentate da scariche elettriche dal voltaggio variabile (con massimi e minimi che si alternano in modalità random). E poi ci sono gli interventi vocali di Nongenetic, Kazumi e del redivivo Jared Louche di Chemlab (che stiano per tornare?), che rende decisamente cyber punk un pezzo come ‘The Maker’, i remix di DJ Hidden e Bong-Ra, ma, soprattutto, ci sono dodici canzoni magnifiche, capaci di ammorbarti l’anima con le loro melodie trip hop, così come di fratturati le ossa con drastiche discese nel sottosuolo della jungle minacciosa. Push the button!
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