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ERIK FRIEDLANDER & TEHO TEARDO Giorni Rubati (Bip-Hop/Wide)
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Autore: Roberto Michieletto
È un’opera sicuramente ispirata quella composta e assemblata dal violoncellista Erik Friedlander, già al fianco di John Zorn e Zoar (che abbia una predilezione per la z?), oltre che attivo come solista, e dal manipolatore e “macchinista” Teho Teardo, che prima di entrare nel giro “in” dell’avanguardia (non solo sotterranea, ricordiamo la sua attività di creatore di colonne sonore) seppe regalarci soddisfazioni indimenticabili con Meathead, Matera e Here. Aperto alle più disparate collaborazioni, sin dall’inizio della carriera, il musicista italiano questa volta ha optato per un binomio strumentale coraggioso e per un concept altrettanto impegnativo, visto che il lavoro trae ispirazione dai poemi di Pier Paolo Pasolini. Quattordici brani che hanno nel violoncello di Friedlander il perno centrale del disco, attorno a cui ruotano la maggior parte delle composizioni, quasi che Teardo si sia sentito in dovere di non incidere troppo sulle trame neoclassico/avanguardiste del maestro newyorchese e per questo i suoi interventi elettronici si limitano a trattare (sebbene mai in maniera radicale) il suono del violoncello o ad arricchire/integrare la struttura dei pezzi, ma mai a prendere il sopravvento (se non in tre casi). Che poi, a mio modo di vedere, il brano migliore sia la traccia non dichiarata e che chiude l’album, con la voce inconfondibile di Scott McCloud di Girls Against Boys a tessere le fila del pezzo, è indicativo di come il progetto, in caso di secondo capitolo, potrebbe anche andare nella direzione indicata da questa traccia e, in tal caso, potrebbe riservare ulteriori e graditissime sorprese, dal momento che si tratta di una canzone (la suddetta) meravigliosa!
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